"Non abbiamo bisogno di fenomeni". Giuseppe Conte, da Assisi, non porge l'altra guancia e anzi mena un colpo mortale a Matteo Renzi, che sulla carta è uno dei suoi "alleati". Tutti sanno che dopo la scissione dal Pd, il leader di Italia Viva ha di fatto il coltello dalla parte del manico e minaccia di far cadere il governo quando arriverà il momento (per lui) più opportuno. Leggi anche: "Renzi premier tra 6 mesi". Alan Friedman e le fonti riservate di Lucia Annunziata "Enrico Letta dice di non stare sereno? Io non sto mai sereno perché so di avere una responsabilità - è la replica di Conte all'ex presidente del Consiglio, che ha predetto il fine-corsa entro Natale -. So che ho una prospettiva temporalmente definita, transitoria, ma che mi impone di rispondere ogni giorno a 60 milioni di cittadini. Come faccio a stare sereno? È la regione perché questo governo non potrà mai fermarsi". Il vero regolamento di conti, però, è con Renzi che ha definito questa manovra un "pannicello caldo". "Tutti devono partecipare con massimo impegno ai tavoli, non abbiamo bisogno di fenomeni", avverte Conte, e guai a "mistificare la realtà". "Non parlerei di pannicello caldo, ma di lavoratori che hanno bisogno di acquistare potere d'acquisto", ha replicato ancora il premier, scendendo sul personale: "Se per Renzi che ha uno stipendio consistente, 20-30 euro sono pochi per carità... Lui ha dato molto di più (gli 80 euro, ndr), ha usato risorse pubbliche ma noi abbiamo un quadro di finanza molto delicato". Ultimo messaggio, lapidario: "Se qualcuno vuole arrogarsi il privilegio di dire che ha sventato qualcosa, è scorretto. Abbiamo valutato diverse proposte". Chi è quel qualcuno? Ma Renzi, ovviamente, a proposito dell'aumento dell'Iva. Altro che panettone, qui il rischio è che non si arrivi nemmeno al Pan dei morti. Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev



