Le dimissioni di Luigi Di Maio possono agevolare uno scenario completamente diverso da quello attuale, che potrebbe vedere Pd e M5s unire le forze per dar vita ad un nuovo Ulivo di prodiana memoria. Al momento la raffazzonata maggioranza giallorossa regge un governo nato esclusivamente per impedire a Matteo Salvini di conquistare Palazzo Chigi tramite elezioni. Molto dipenderà da ciò che succederà nel voto del 26 gennaio in Emilia Romagna: a seconda di chi vincerà, ci sarà subito la crisi di governo o si tirerà a campare ancora un po'. Per approfondire leggi anche: Di Maio vede i sondaggi Ospite di Tagadà su La7, Alessandro Sallusti si esprime molto chiaramente sull'argomento: "Se vince la sinistra si ricrea la condizione del giorno dopo le Europee dello scorso anno, cioè il partito di minoranza - che allora era la Lega e oggi il Pd - supera nelle urne il partito di maggioranza - che sia allora sia oggi sono il M5s. Nascerebbero inevitabilmente tensioni che non possono resistere a lungo". Se invece dovesse vincere il centrodestra, la situazione precipiterebbe immediatamente: "Il governo già ha un livello di autorevolezza e di credibilità non alto - dichiara il direttore de Il Giornale - quindi non riuscirebbe a resistere ad una sconfitta del genere, anche perché sarebbe una sconfitta carica di significati, essendo stata l'Emilia Romagna sempre rossa". Qualcosa a prescindere succederà, le tempistiche dipenderanno da chi vincerà. Per Sallusti però le dimissioni di Di Maio possono rappresentare uno snodo importante perché "agevolano uno scenario successivo, che è quello di un nuovo Ulivo tra Pd e 5 Stelle per andare alle elezioni addirittura insieme".




