Roma, 22 ott. (Adnkronos/Ign) - Non saranno accettati "compromessi al ribasso" in Ue sul tema immigrazione. Lo dice il premier Enrico Letta parlando alla Camera in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 24 e 25 ottobre 2013. "Il 2014 sia un anno di svolta per le politiche migratorie nel Mediterraneo e le politiche di asilo - sottolinea - è una questione essenziale che pongo non solo in vista del consiglio Ue ma anche dell'agenda che insieme, governo e Parlamento, metteremo a punto per il nostro semestre". Si tratta di "un dramma che esige una riflessione generale sulle politiche comuni. Sono adeguate? Credo di no. In che modo possiamo rinnovarle è un imperativo importante e urgente". Inoltre, "dobbiamo togliere il tema dal dibattito immediato di polemica politica nazionale" aggiunge il premier nelle repliche alle comunicazioni alla Camera. "Dobbiamo affrontare le grandi migrazioni con lo sguardo rivolto al dramma dell'Africa e del Medio oriente e mercoledì con il segretario di Stato americano Kerry parlerò del dramma dei siriani, al tema della Libia, dell'Egitto, del Corno d'Africa, a uno stravolgimento delle dinamiche dei fenomeni mingratori che solo a livello europeo e di gestione comune possono trovare soluzione". In mattinata, durante le comunicazioni, un riferimento anche alla crisi. "La crescita non c'è e ce n'è bisogno" dice Letta nel giorno in cui la legge di stabilità approda al Senato. E proprio a Palazzo Madama, martedì pomeriggio, il premier interverrà alle 16 per comunicazioni sul contenuto del disegno di legge di stabilità. "Per uscire dalla crisi - prosegue il presidente del Consiglio - non servono altre procedure, gabbie o sanzioni, ma rafforzare la visione unitaria dei problemi, nell'equilibrio tra Stati in surplus e stati in deficit. Noi ci batteremo per una vera e propria politica economica dell'area euro". "Vorrei partire da questo dibattito parlamentare - aggiunge - per iniziare a mettere a punto le priorità comuni di Parlamento e governo" sull'agenda del semestre Ue in cui la presidenza di turno spetterà all'Italia.




