Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "E' davvero assurdo che l'intera classe dirigente romana del centro sinistra non capisca che estromettere, a suon di discutibili regolamenti, ben 41 candidati alla carica di Presidente del Municipio, significa buttare a mare circa 40.000 elettori. La cecita' di tali esclusioni, tra l'altro, viene poi ricondotta al rispetto di regolamenti, che non fanno altro che da paravento all'incapacita' di saper cogliere il grande malessere che serpeggia tra i cittadini". Lo dichiara il consigliere del Pd Fabio Piattoni. "Nel Partito Democratico, poi - aggiunge -, vi e' stato un ulteriore inasprimento delle condizioni di partecipazione: bisognava associare alle 750 firme o il 35% delle firme dei membri dell'assemblea del PD di zona o il 20% degli iscritti del PD municipale. Premesso che reperire gli elenchi degli iscritti e' risultato come cercare un ago nel pagliaio, ma e' evidente come, chi avesse gia' iniziato la raccolta delle firme precedentemente, e' risultato avvantaggiato rispetto a chi ha atteso, come me, la rielaborazione dei confini dei Municipi per potersi candidare. Ma e' anche scorretto parlare di svantaggio: in effetti era praticamente impossibile candidarsi nel Pd visto che tutte le firme aggiuntive richieste erano gia' occupate. Il tardivo regolamento del Pd per la selezione delle candidature (approvato nell'assemblea dell'8-9 Marzo 2013 a soli 10 giorni dallo scadere del termine di presentazione delle firme!! - lo Statuo Nazionale del Pd infatti prevede, per analogia di applicazione , ben 90 giorni prima della scadenza!) non solo ha reso impossibile candidarsi, ma ha aiutato chi ha dimestichezza con le tessere di partito e ha compromesso irreversibilmente la libera partecipazione". "E' per questo che chiedo pubblicamente - e lo faro' nelle sedi opportune - di bloccare le primarie del centro sinistra a Roma. Infatti sono gia' trascorse le 48 ore da regolamento (vale o non vale sempre lo stesso??) affinche' i ricorsi presentati - tra cui il mio - potessero essere trattati dagli organismi di garanzia della coalizione e del Partito Democratico", conclude.




