Roma, 12 apr. - (Adnkronos) - Nessun riferimento particolare ad opere quali ad esempio la Tav, ma prima di decidere la realizzazione di grandi infrastrutture che hanno un impatto sull'ambiente sarebbe bene svolgere una consultazione preventiva tra le popolazioni interessate, per garantire cosi' un iter amministrativo spedito una volta che sia stato stabilito il via libera. La proposta e' contenuta nella relazione della commissione dei saggi sulle riforme, consegnata oggi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "I grandi interventi infrastrutturali -si legge nel documento- devono essere decisi solo dopo un ampio e regolato confronto pubblico, per favorire la partecipazione dei cittadini a decisioni che hanno impatto rilevante sull'ambiente, come richiesto dalla Convenzione di Aarhus del 1998 e come avviene da tempo in Francia con le legge n. 276 del 2002 dedicata alla 'de'mocratie de proximite". Il dibattito pubblico deve svolgersi nella fase iniziale del progetto, quando tutte le opzioni sono ancora possibili e deve riguardare tanto l'opportunita' stessa della costruzione della grande opera quanto le modalita' e le caratteristiche della sua realizzazione. Al dibattito, mediato da esperti estranei al committente, puo' partecipare tutta la popolazione interessata. I costi sono a carico del committente dell'opera". "Dallo svolgimento del dibattito pubblico deriverebbero benefici sia in termini di partecipazione e democraticita' delle decisioni sia in termini di speditezza ed efficacia dell'azione amministrativa (che in questo modo non verrebbe piu' permanentemente condizionata dalle pressioni settoriali e localistiche). Vanno inoltre disincentivate le impugnazioni meramente strumentali".




