Palermo, 26 set. - (Adnkronos) - "Dico da tempo che se la nuova Forza Italia fosse concepita come un campo ristretto, una sorta di riserva indiana sarebbe un errore. Al contrario se fosse un partito aggregante e versatile sarebbe la soluzione alla crisi ideologica che da tempo allontana i cittadini dalla politica". A dirlo all'Adnkronos e' Marco Falcone, vicecapogruppo del Pdl all'Assemblea regionale siciliana di area ex An, commentando la rinascita di Fi annunciata da Silvio Berlusconi. Insomma per il parlamentare pidiellino, con un passato nel movimento sociale italiano il 'progetto Forza Italia' e' una scelta vincente a patto che sia un "partito piu' movimentista rispetto al Pdl, che cioe' ritorni a dialogare con la gente, da cui ci siamo forse un po' allontanati a causa degli impegni di governo". Ancora la nuova Forza Italia dovra' avere "un'organizzazione piu' capillare nel territorio che la renda un partito piu' strutturato" ed, infine, dovra' avere una "maggiore forza aggregante", essere "il perno su cui puntare per allargare il perimetro del centrodestra", guardando a tutti quei partiti satelliti minori "destinati a percentuali da prefisso telefonico e da cui molti nei prossimi mesi usciranno per ritrovarsi con noi". Insomma alla luce di una "ormai necessaria" legge elettorale Forza Italia potra' ambire ad essere "il primo partito nazionale". E l'ipotesi di un ritorno ad Alleanza nazionale? "Il contesto e' cambiato - conclude Falcone - sarebbe un inaccettabile ritorno indietro. Oggi gli elettori chiedono una semplificazione. E' il momento dei grandi contenitori non di una miriade di piccoli partiti".




