(Adnkronos) - "Lo siamo quando, incaricati di presiedere una commissione consiliare, rivendichiamo una dialettica vera con il governo regionale sulle materie di nostra competenza, in luogo di un mera presa d'atto (quasi sempre dopo la stampa …) delle decisioni, per quanto di mia competenza, assunte fra viale Alderotti e Palazzo Sacrati-Strozzi", aggiunge. "Nel 'solamente' c'e', purtroppo, una visione poco democratica. Della politica come delle istituzioni. C'e', in sintesi, il meccanismo del ridimensionamento dell'altro, col disconoscimento della parità di interlocuzione. Legittimo nella politica (ma quanto in un partito che si chiama 'democratico'?), intollerabile nelle istituzioni. Tante sono le questioni, istituzionali, aperte e delicate, che l'essere amministratori regionali ci impone di affrontare. Molte quelle che per dovere istituzionale ho ripetutamente sollevato, in un disturbante silenzio che perdura. Se queste potranno beneficiare del cooperativo impegno degli organi della Regione (perche' vi e' la condivisione della necessità di questa cooperazione), credo che saremo un pezzo avanti. Avremo fatto solamente il nostro dovere. E questo sarà già tanto", conclude Remaschi.




