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Sicilia: Cordaro (Pid-GS), non e' il momento di sfiduciare Crocetta

domenica 20 ottobre 2013
Sicilia: Cordaro (Pid-GS), non e' il momento di sfiduciare Crocetta

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Palermo, 16 ott. - (Adnkronos) - "Il 31 dicembre segnerà lo spartiacque perché sarà la data ultima entro cui impegnare i fondi europei del piano 2007-2013. Il presidente Crocetta ha 77 giorni per dimostrare che l’ennesimo spot non si trasformi in un ulteriore flop, questa volta esiziale per la Sicilia, visto che parliamo della madre di tutte le battaglie, ossia l’impegno proficuo e totale dei fondi europei, riteniamo non sia questo il momento della sfiducia". A dirlo è Toto Cordaro, presidente del gruppo Pid Cantiere popolare-Grande Sud all'Assemblea regionale siciliana, a proposito della mozione di sfiducia al governatore siciliano, Rosario Crocetta, presentata dai deputati del Movimento Cinque Stelle e della Lista Musumeci. Per Cordaro, tuttavia, la sfiducia "potrebbe essere l’unica soluzione possibile nel caso di un suo fallimento sul tema in oggetto. Né, d’altro canto, è pensabile che il centrodestra in Sicilia, riformato e riformatore, si faccia dettare l’agenda politica su un atto così delicato come la mozione di sfiducia, dal Movimento 5Stelle, che ha dimostrato in questi 10 mesi di vita assembleare di essere un gruppo di guastatori a convenienza. Il centrodestra resti unito, si confronti al suo interno e trovi le ragioni per spiegare al popolo siciliano qual è la proposta che possa ridare un governo capace e affidabile alla Sicilia". "Siamo sempre più preoccupati dall’atteggiamento del presidente Crocetta - aggiunge il parlamentare - che pare abbia perso la via dell’Assemblea regionale. Ciò determina non solo una frattura sempre più divaricata tra governo e Parlamento, ma introduce la convinzione che il governatore sfugga al confronto perché al netto di quelle due o tre norme spot approvate in questi mesi su iniziativa del Governo, nulla ha predisposto sotto il profilo economico, occupazionale e dello sviluppo, da prospettare all’Assemblea regionale e dunque ai siciliani".