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Berlusconi: a noi Colle e giustizia

Il Pdl vuole un nome condiviso al Quirinale e garanzie sui ministeri-chiave
di Lucia Espositosabato 30 marzo 2013
Berlusconi: a noi Colle e giustizia

2' di lettura

  Bersani da solo non ce la fa, né a governare per a votarsi il proprio presidente della Repubblica. Dopo la porta in faccia dei grillini, dopo gli inutili e ripetuti richiami al senso di responsabilità fatti dal Pdl, Silvio Berlusconi alza la voce. Ha visto schiantarsi il suo avversari e chiede che al Colle sieda Marcello Pera. Una mossa che ha spiazzato Bersani perché i voti del suo partito non potrebbero mai convogliare su Pera. Un'ipotesi che on piace ai cattolici e agli ex margheritini che reclamano una poltrona soprattutto dopo che Sel è riuscita a occupare la poltrona della presidenza della Camera. E poi, questo il ragionamento fatto da Bersani, per il suo elettorato il voto a Pera sarebbe come un inciucio. Quindi la proposta è stata rispedita al mittente. Come scrive Salvatore Dama su Libero in edicola oggi, giovedì 28 marzo, Silvio Belrlusconi si gode l'inucccesso del premier incaricato. Adesso che il dialogo con il Popolo delle libertà è ciò che rimane al segretario democratico per assecondare le proprie ambizioni di premiership, ecco che Berlusconi alza la posta. S la contropartita è quella più alta di tutte: il Quirinale. «Deve essere eletto un esponente di centrodestra, la sinistra ha già fatto il pieno di tutte le cariche istituzionali pur  non avendo vinto le elezioni». Da questo raginamento, nasce dunque la proposta di Pera. Che è stata respinta al mittente. Esattamente come Silvio Belrusconi aveva fatto con i nomi di Franco Marini, Giuliano Amato, Giuseppe De Rita e Pietro Grasso proposti dal centronistra.