Venezia, 15 apr. - (Adnkronos) - "La Lega e' morta, viva la Lega". A pronunciare queste parole e' il consigliere veneto del Pd, Graziano Azzalin, a margine della riunione del comitato direttivo della Calre, l'associazione che raggruppa i presidenti delle 75 regioni europee dotate di poteri legislativi, riunitasi a Palazzo Ferro-Fini. "Ad un appuntamento di tale rilievo - spiega Azzalin - la Lega, che del federalismo aveva fatto la propria bandiera, era sorprendentemente assente. Questo deve far riflettere, visto che in Veneto governa ed e' di fronte a un bivio: scelga se divenire un movimento marginale che continua a prendere in giro i cittadini utilizzando slogan palesemente inattuabili o rinascere dalle proprie ceneri e divenire portatrice del federalismo piu' sano e condiviso da tutti, se dare al Veneto il ruolo di locomotiva dell'Italia o renderlo la barzelletta d'Europa". "Senza azzardare previsioni, - precisa l'esponente democratico - alla Lega in Veneto restano due opzioni: o scadere nel ridicolo e continuare con le scazzottate da saloon o trovare una strada democratica per avanzare giuste rivendicazioni. La condivisibile richiesta di un riequilibrio delle risorse statali non deve tradursi in una pagliacciata elettoralindipendentistica". Rivolgendosi poi al Presidente Luca Zaia, che giovedi' sara' a Roma per eleggere il presidente della Repubblica, Azzalin gli ricorda che "puo' essere l'esempio del politico che senza difficolta' apparente arriva vestire i panni ingloriosi dello spergiuro, oppure dimostrare di voler fare concretamente il bene del Veneto. Che credibilita' puo' avere, infatti - spiega Azzalin - chi sostiene un giuramento solenne sulla Costituzione, che all'articolo 5 ribadisce che la Repubblica e' una e indivisibile, ed all'articolo 51 che tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi, quando poi, per mantenere in vita un partito morente, arriva a sostenere la pagliacciata di un referendum per l'indipendenza del Veneto".



