Roma, 18 giu. (Adnkronos) - "Posso assicurare che la procura di Palermo si e' sempre mossa senza condizionamenti o pressioni di sorta, basandosi solo sul convincimento che ci si e' fatto sulle prove". Lo dice in una intervista a 'Repubblica', il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, coordinatore del pool che indaga sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. "Purtroppo - spiega Ingroia -dopo la notizia della telefonata dell'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, al Quirinale- e' ormai una cattiva abitudine molto diffusa quella di cercare scorciatoie per affermare la propria innocenza. L'importante, pero', e' che non si verifichi alcuna interferenza e il corso delle indagini resti tale". Ingroia respinge l'ipotesi di mancanza di coordinamento tra le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, che indagavano sui misteri del '92-'93: "Ci si e' mossi sempre nel rispetto delle reciproche competenze, senza sovrapposizioni, ne' interferenze. trovo perlatro le conclusioni dei colleghi di Caltanissetta del tutto convergenti con quelle di Palermo". (segue)




