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Genova, il sindaco Salis censura Libero

di Andrea Muzzolonsabato 27 giugno 2026
Genova, il sindaco Salis censura Libero

3' di lettura

A Silvia Salis non è piaciuta la prima pagina di Libero. E neppure il nostro articolo sulla vacanza nel beach club super esclusivo di Forte dei Marmi con le amiche e il capo di Gabinetto, Marco Speciale. Ieri vi abbiamo raccontato del trambusto interno al Comune di Genova. Da un lato i mal di pancia di Pd e Avs che agitano la maggioranza per il ruolo sempre più centrale di Speciale ex capo di Gabinetto anche di Marco Bucci e Pietro Piciocchi - nella gestione della macchina amministrativa. Dall’altro l’agitazione dei dipendenti di Palazzo Tursi promossa da tutte le sigle sindacali, persino la rossissima Cgil. Una vera e propria polveriera. Non proprio notizie irrilevanti per chi amministra il Comune. Eppure qualcuno nello staff di Silvia Salis ha deciso di censurare tutto. Forse per non far andare di traverso la brioche o la focaccia al sindaco già di prima mattina; forse per provare a nascondere la polvere sotto al tappeto.

Sta di fatto che ieri nella rassegna stampa inviata ogni giorno ai consiglieri comunali, Libero è scomparso. Un fatto alquanto singolare: un quotidiano nazionale che decide di dedicare la sua apertura a ciò che accade nel Comune di Genova non viene neppure citato nella rassegna stampa. Spiace aver incrinato la narrazione patinata che da un anno a questa parte il sindaco e la sua agenzia di comunicazione hanno cercato di costruire. Però arrivare alla censura, soprattutto da chi non perde occasione per ribadire il suo rispetto per la stampa, dà la misura dell’ossessione maniacale del sindaco per l’immagine. Un modus operandi non nuovo nel capoluogo ligure guidato dal campo largo.

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Neppure una settimana fa era toccato alla Verità essere cancellata dalla rassegna destinata ai consiglieri dopo un articolo scomodo. Silvia Salis è intoccabile. Insomma pare ormai una pratica consolidata a Palazzo Tursi. Tanto che dall’opposizione lo sdegno è parecchio: «La mancanza di alcune testate giornalistiche all’interno della rassegna stampa che viene inviata quotidianamente via mail a noi consiglieri è una singolarità che non riusciamo davvero a comprendere per due ragioni fondamentali», denuncia la capogruppo della Lega, Paola Bordilli. «In primo luogo - continua l’esponente del Carroccio perché sosteniamo fermamente la libertà di informazione e il pluralismo; in secondo luogo, perché parliamo di un servizio finanziato tramite risorse pubbliche, fattore che impone una totale trasparenza». Anche Ilaria Cavo, deputata e consigliera di Noi Moderati-Orgoglio Genova, è allibita dalla situazione: «Non entro nel merito delle questioni private, però è evidente che non può più essere un caso che la rassegna stampa del Comune venga fatto ad hoc, togliendo gli articoli scomodi». Proprio lei ricorda come «settimana scorsa abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulla composizione della rassegna, ma la sinistra non ce l’ha fatta discutere».

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Chissà che la settimana prossima possa essere la volta buona. Intanto, arriva la frecciata all’amministrazione: «Da politica e da giornalista lo ritengo un fatto estremamente grave: siamo in democrazia, esiste pluralismo e ci vuole rispetto per i giornalisti. Oltretutto - chiosa la Cavo - sottolineo come la rassegna serva ai consiglieri per avere contezza di tutto quello che viene detto sulla città». Chissà che tra un tuffo e l’altro in Versilia, la delfina dem non stia già progettando un modo per togliersi dalle acque burrascose che minacciano Genova. Magari, per un posto più comodo a Roma...

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