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Mafia: Grasso, su trattativa Stato esponenti istituzioni inizino a collaborare

domenica 24 giugno 2012
Mafia: Grasso, su trattativa Stato esponenti istituzioni inizino a collaborare

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Roma, 19 giu. (Adnkronos) - "I rappresentanti delle istituzioni inizino a collaborare". E' l'appello che lancia il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, intervistato dal 'Fatto Quotidiano' sull'ipotesi di trattativa fra lo Stato e la mafia. "I mafiosi, quelli che si sono pentiti, conoscono solo un certo livello, non sono i vertici - spiega il pna - Finche' avremo pentiti mafiosi di basso rango, potremmo arrivare fino a un certo livello di conoscenza; per avere la verita' compiuta, abbiamo bisogno dei vertici di Cosa Nostra oppure di qualche apporto istituzionale che ha vissuto e sa. Io auspico la verita' e credo umilmente di aver dato un contributo determinante nel convincere Spatuzza a pentirsi, nell'aver raccolto le sue dichiarazioni sulle stragi e nell'averle messe a disposizione delle varie procure". Quanto alle richieste che sarebbero state avanzate dall'ax ministro dell'Interno e poi vicepresidente del Csm Nicola Mancino, Grasso precisa: "Confermo l'incontro ma non il contenuto della breve conversazione: non ho assolutamente risposto 'quelli li' danno solo fastidio' riferendomi ai pm di Palermo: non avrei mai potuto esprimere un tale giudizio, perche' non lo penso e la mia azione e' funzionale a favorire la loro attivita' investigativa alla ricerca della verita'". Mancino, continua Grasso, "lamentava valutazioni diverse da parte di talune procure rispetto a relazioni e comportamenti e omissioni a lui attribuiti. Gli ho detto che il solo strumento che puo' ridurre a unita' indagini pendenti in diversi uffici e' l'istituto dell'avocazione che, pero', e' applicabile solo nel caso di ingiustificata e reiterata violazione delle direttive impartite dal procuratore nazionale antimafia, al fine del coordinamento delle indagini; avocazione che e' nei miei poteri, ma nel caso Mancino non vi erano i requisiti per poterla applicare. Sono state fatte riunioni di coordinamento fra le varie procure, senza alcuna tensione e nessuno si e' mai lamentato di una mia interferenza; non vi e' mai stato alcun accenno alla questione Mancino. Non ho raccolto alcuna richiesta: la legge deve essere uguale per tutti".