Firenze, 12 set. - (Adnkronos) - In Toscana, terra dove il campanilismo raggiunge in Italia forse le sue vette piu' alte, il dibattito sul riordino della Province ferve come non mai. Con posizioni che al momento sembrano inconciliabili. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha lanciato nei giorni scorsi la proposta di tre aree vaste, o comunque di tre maxi-province: Firenze-Prato-Pistoia, con capoluogo Firenze; Siena-Grosseto-Arezzo, con capoluogo Siena; e Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara, con capoluogo Pisa. Subito sono partite le 'dichiarazioni di guerra': Arezzo ha fatto sapere che grazie ai dati dell'ultimo censimento puo' aspirare a essere Provincia autonoma, Livorno non vuole sottostare alla rivale storica Pisa, e cosi' via. Intanto, il Popolo della Liberta' toscano propone di passare dalle attuali 10 Province a 5 enti provinciali, piu' la citta' metropolitana di Firenze. "Un'applicazione automatica della legge - obietta Rossi - comporterebbe, ad esempio, la costituzione di una provincia composta da Prato, Pistoia, Lucca e Massa-Carrara, con capoluogo Prato. Una mostruosita' piu' che evidente. Mi sono permesso quindi di avanzare una proposta che sta nella storia, nel dibattito politico e nella realta' socio-economica della nostra regione, quella di tre aree vaste. Se questa non piace se ne possono, legittimamente, avanzare altre e diverse". (segue)




