Roma, 24 lug.(Adnkronos) - "L'incandidabilita' serve a riconoscere alla politica quella credibilita' che sembra aver perso. Con una legge che la regoli si impedisce l'accesso alle cariche pubbliche italiane ed europee e governative a chi versi in determinate condizioni giuridiche o non abbia per legge i requisiti, e prevede inoltre la decadenza per chi invece ne faccia gia' parte". Lo dichiara Doris Lo Moro (Pd) con una proposta di legge presentata oggi alla Camera insieme agli altri firmatari Oriano Giovannelli, Donatella Ferranti, Marilena Samperi e Sesa Amici. "L'incandidabilita' impedisce la raccolta del consenso, fase in cui la politica e il malaffare spesso si incrociano -spiega Lo Moro- mettendo un freno a una raccolta di consenso inquinata. Il testo prevede l'istituto dell'incandidabilita' con riferimento a sentenze passate in giudicate e in attesa di giudizio, nei reati in cui piu' si ravvisa allarme sociale, quelli contro la pubblica amministrazione, i reati di mafia, concussione, corruzione propria e per atti giudiziari, riciclaggio". "Questo disegno di legge non corre il rischio di essere anticostituzionale", sottolinea Samperi, che aggiunge: "L'ambito strettamente giuridico non viene toccato ed e' salvaguardato il principio della presunzione di innocenza, prevista dall'art. 27 della Costituzione. Noi non vogliamo stabilire se un soggetto e' colpevole o meno -conclude- ma accertarne la non candidabilita', definitiva fino ad assoluzione o riabilitazione". "Bisogna fare di tutto -insiste Giovannelli- perche' non si continui sulla scia dell'era Tangentopoli, e perche' l'incandidabilita' riguardi non solo chi e' gia' stato condannato, ma anche chi, inquisito, e' ancora in attesa di processo. E' importante -conclude- ai fini di un recupero di quel senso della giustizia che si e' andato perdendo e per restaurare il principio dell'onorabilita' della nostra classe dirigente"




