Roma, 26 lug. - (Adnkronos) - "Chiedo all'ufficio di presidenza e al Parlamento tutto di mettere mano a una materia delicata e importante che credo debba essere risolta, perche' il difetto d'interpretazione fatto finora rende difficile la comprensione e pericolosa la non soluzione della questione". Si tratta delle "intercettazioni indirette, ovvero quando una persona sottoposta a intercettazione si trova a parlare con una persona che non puo' essere intercettata, come il Capo dello Stato. Che fare allora?". Di Pietro solleva la questione nell'Aula semideserta di Montecitorio, come sottolinea lui stesso a piu' riprese, tornando sulla telefonata dell'ex ministro Mancino al presidente Napolitano. "Interpretazioni diverse - sottolinea Di Pietro - sono state fatte dai quattro organi costituzionali: il parlamento, il governo, la magistratura e il Presidente della Repubblica. Tutti si sono espressi in questi anni ma in maniera diversa - ricorda il leader dell'Idv - il Parlamento sostenendo che la disciplina in materia e' frammentaria e lacunosa, dunque merita un'intervento chiarificatore; il governo, con il ministro Severino, dicendo che gli stralci di conversazioni intercettati devono essere secretati, ma non distrutti; la magistratura sostenendo che, secondo legislazione attuale, vanno messe a disposizione di accusa e difesa; infine il Presidente della Repubblica, sollevando il conflitto di attribuzione e dunque facendo intendere che debbano essere distrutte". "Quattro decisioni diverse - sottolinea Di Pietro - da quattro organi costituzionali. Tutto questo ha comportato e comporta grande tensione, i cittadini non sanno a quale interpretazione ispirarsi. Ci saremmo aspettati - dice il leader dell'Idv - un messaggio alle Camere anziche' la sortita sul conflitto di attribuzione. Serve una legge, chiedo pertanto al presidente della Camera di mettere all'odg la questione".




