Roma, 18 lug. (Adnkronos) - "Non c'e' da prendere le parti di nessuno" anche se "e' scontato che il primo dovere dell'Anm e' la difesa intransigente di chi esercita la giurisdizione per l'accertamento processuale della verita'". E' quanto tiene a chiarire il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli, in Senato per l'audizione davanti alla commissione Giustizia, rispondendo ai giornalisti a proposito del ricorso alla Consulta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro la procura di Palermo, per il conflitto d'attribuzione fra poteri dello Stato, in relazione alla conversazione telefonica con l'ex ministro dell'Interno e vicepresidente del Csm Nicola Mancino, intercettata indirettamente e non distrutta pur essendo gia' stata giudicata giuridicamente irrilevante. "Bisogna evitare - avverte Sabelli - la logica del contrasto e della contrapposizione, perche' questo si trascina sul piano della strumentalizzazione e non fa bene a nessuno ma nuoce all'accertamento della verita'. E' scontato che l'Anm esprima vicinanza a tutti coloro che esercitano la giurisdizione, ma non si tratta di parteggiare per qualcuno". Quanto al tema specifico, "non ci esprimiamo - premette Sabelli - Non ci siamo mai espressi sul merito processuale e non e' nostro compito dire se siano legittime o illegittime. La decisione - ricorda - e' stata affidata alla Corte Costituzionale".




