(Adnkronos) - "Al momento del suo brutale assassinio, Borsellino-ha ricordato tra l'altro Schifani- era tornato da soli sette mesi a lavorare a Palermo, come Procuratore aggiunto, per proseguire, dopo il trasferimento di Falcone a Roma, nell'applicazione di quello che era ormai diventato il 'loro' metodo d'indagine". "Dal giorno della morte di Falcone -ha continuato il presidente del Senato- come hanno raccontato tutte le persone a lui piu' vicine, Paolo Borsellino lavorava senza sosta: al fronte delle indagini, per proseguire nella direzione tracciata dal comune lavoro investigativo, aveva affiancato, con sempre maggiore frequenza, una tenace e consapevole attivita' di testimonianza, che si rivelo' determinante nell'accendere la scintilla del risveglio delle coscienze contro la mafia". "La stessa violenza mafiosa, che spezzo' la vita di Paolo Borsellino cinquantasette giorni dopo quella del suo amico e collega -ha sottolineato Schifani- non riusci' a strozzarne la voce, facendo invece si' che la sua testimonianza di eroe e di martire diventasse ancora piu' forte".




