Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - "Quanto accade in Campidoglio sa di farsa e di giochetti, di equilibri di potere, di timori non ancora sopiti verso alcune frange della sinistra estrema assecondata da taluni membri dell'opposizione in cambio di un quarto d'ora di notorieta'". Cosi' Fabrizio Santori, consigliere di Roma Capitale, ha scritto in una lettera inviata al sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno a proposito della sanzione che lo ha raggiunto dopo la rissa capitolina. "La lettera di richiamo che mi e' stata recapitata per i fatti accaduti in Aula Giulio Cesare, per la quale comunque ringrazio l'ufficio di presidenza perche' la ritengo carta da riciclare, e' un atto che ha dell'incredibile, in quanto accomuna me, che mi sono soltanto difeso, e la mia immagine pubblica, a quella di chi vive da anni impunito compiendo reati. Roma invece di reagire continua dunque a tremare sotto le minacce di Action e dei suoi scagnozzi, e a fare finta di nulla ignorando sistematicamente le leggi che impongono di sgomberare gli stabili occupati e di perseguire i responsabili, quelli stessi che hanno invaso l'aula e fermato i lavori in Campidoglio, compiendo un ulteriore illecito", continua la lettera. "Si gioca a fare gli insegnanti dell'asilo scrivendo le note mentre si dimentica la legge. Durante l'amministrazione di centro destra sono stati assegnati 300 appartamenti Erp a chi negli anni ha occupato illegalmente altri immobili e tanti cittadini, disabili e anziani senza casa, attendono da decenni un alloggio. Ho scritto una lettera aperta e accorata al sindaco Alemanno perche' avvii gli sgomberi degli alloggi occupati, oltre cento a Roma, sia abrogata la delibera 206/2007, voluta dalla giunta Veltroni e che consente questo scempio, e vengano accuratamente controllate le pratiche di assegnazione degli alloggi, molte delle quali appaiono dubbie. Il sindaco ha tollerato sperando forse di evitare disordini e manifestazioni violente, ma il risultato sfiora l'assurdo se chi delinque, invece di essere perseguito, e' agevolato dalle istituzioni", conclude Santori.




