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Luigi Di Maio, il "corridoio turistico" (anche) per la Cina: la gelida replica di Giuseppe Conte

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Giuseppe Conte rischia di vanificare il progetto di Luigi Di Maio che, con l’aiuto di Dario Franceschini, sta elaborando un piano per creare dei “corridoi turistici” che alimentino il flusso di stranieri in vacanza in Italia negli imminenti mesi estivi. Il premier ha detto chiaramente che l’Italia non intende accettare corridoi turistici differenziati perché “saremmo fuori dalla Ue e non lo permetteremmo mai”. Il problema è che molti Paesi già si sono mossi per riaprire le frontiere o si stanno preparando a farlo: di questo passo l’Italia e la Spagna rimarranno isolate e saranno comunque fuori dall’Ue, almeno dal punto di vista turistico.

 

 

Intanto Di Maio crede fortemente nel suo piano: l’idea di creare un rapporto privilegiato con Germania, Russia e Cina, ovvero tre paesi con un enorme bacino turistico. “Stiamo elaborando un piano estivo che permetta ai cittadini di trascorrere in sicurezza le vacanze - ha dichiarato il ministro degli Esteri - ma che dia anche la possibilità ai turisti provenienti da altri Stati di arrivare, sempre in sicurezza, in Italia per godersi le nostre meraviglie e dare ossigeno alla nostra economia”.

Come scrive il Corsera nell’edizione odierna, sono due i motivi che spingono Di Maio verso i corridoi: da un lato c’è bisogno di salvaguardare il legame con i turisti tedeschi - che vedono l’Italia come una delle mete estive preferite - dall’altro c’è l’esigenza di alimentare il settore del turismo con Russia e Cina, due colossi i cui rapporti con il governo sono controversi. Secondo le indiscrezioni, nella mente dei ministri Di Maio e Franceschini c’è l’idea di partire con l’asse turistico Germania-Russia-Cina già da giugno, ma ci sarà prima da superare le resistenze del premier Conte. 

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