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Immigrazione, Ida Carmina pronta a tutto pur di fermare gli sbarchi: "I blocchi navali non sono più un tabù"

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"I blocchi navali non sono più un tabù". No, non è una leghista a dirlo, ma Ida Carmina, la sindaca grillina di Porto Empedocle. "Quando ce n'è l'estrema necessità si possono anche fare. Del resto li decise anche la sinistra, governo Prodi, anno 1997, nei confronti dell'Albania. Non dico che servano ora, ma un controllo puntuale del canale di Sicilia, quello sì che serve. Abbiamo bisogno di meno pregiudizi ideologici e di una sana gestione del problema, che oggi non è tanto di immigrazione tout court ma di emergenza sanitaria legata agli sbarchi. Vorrei che si facesse meno uso strumentale del tema, da un lato e dall'altro, e si usasse più pragmatismo", ha detto senza tanti giri di parole in un'intervista al Giorno.

 

 

Per la Carmina la situazione è grave: "È cambiato lo scenario politico in Nord Africa. E questo è un problema". In sostanza non c'è solo il coronavirus a mettere in ginocchio l'Italia, ma anche gli sbarchi continui. Non a caso proprio a Porto Empedocle è andata in scena una fuga di massa di migranti che hanno violato la quarantena: "Nell'affrontare la situazione mi sento sola e non in maniera ingiustificata - ribadisce in chiaro riferimento a Luciana Lamorgese e Giuseppe Conte -. Il governo è stato preso di sorpresa dal rischio sanitario che ponevano gli sbarchi. Ora i ministri Lamorgese e Di Maio stanno lavorando alacremente per affrontare il problema, sia localmente sia nei Paesi di transito e in Europa. Mi rendo perfettamente conto che non è per nulla facile ottenere soddisfazione dall'Europa o convincere Libia e Tunisia a fare più controlli, ma il nostro territorio ha bisogno di risposte, e subito". E fino a quando non si muove nulla per i sindaci siciliani alle prese con i continui arrivi, la Carmina non crede alle sole promesse.

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