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Regionali, Paolo Mieli su Matteo Salvini: "Doveva essere una valanga, si è fermato un anno fa"

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Le elezioni regionali hanno smentito i pronostici più ottimisti della vigilia: si profilava un 4 a 2 in favore del centrodestra, invece le forze di governo sono riuscite a strappare un pareggio tenendo la rossa Toscana e confermando Michele Emiliano in Puglia. “È difficile essere smentito a questo punto, ma si può dire che il centrodestra si è fermato un anno fa”, ha dichiarato Paolo Mieli dallo studio di La7 in cui sta andando in onda la maratona di Enrico Mentana. L’editorialista del Corriere della Sera analizza i dati della Toscana, dove la Lega si è fermata al 20,7% secondo le proiezioni, mentre il Pd ha portato a casa il 34,1%: “Nel 2019 sembrava che Matteo Salvini dovesse essere una valanga, adesso non c’è più”, è il concetto estremizzato da Mieli, che in realtà dà troppo presto per morto il segretario leghista. Non bisogna infatti dimenticare che la Toscana, proprio come l’Emilia Romagna, è uno storico fortino della sinistra: già il fatto che il centrodestra arrivi vicino e non più con scarti abissali è il segno che qualcosa è cambiato. E infatti anche Mieli lo riconosce: “È ovvio che, al di là di queste regionali, il centrodestra è la forza più importante del paese”. Insomma, prima si diverte a celebrare il "funerale anticipato" di Salvini salvo poi correggere il tiro a tempo record. Insomma, riemerge quel Mieli che, dalle colonne del Corsera, ai tempi del duello tra Berlusconi e Prodi chiese ai suoi lettori di scegliere la sinistra. 

 

 

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