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Carlo Calenda a Cartabianca, il sospetto sul Pd: "Vuole arrivare a marzo". Spettacolare suicidio politico

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Ha un sospetto, Carlo Calenda. L'ex ministro vuole candidarsi a sindaco di Roma, con o senza il sostegno del suo ex partito per poche settimane, il Pd. Ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca, il leader di Azione ammette di aver cercato un dialogo con i democratici sul Campidoglio. "Se loro mi dicessero che vogliono privilegiare un'alleanza di governo li capirei", spiega Calenda a proposito del possibile asse con il M5s alle amministrative. "La mia impressione è che vogliano arrivare a marzo, dicendo che non c'è tempo per le primarie e poi fanno l'accordo coi Cinque Stelle". 

 

 

 

Grande sostenitore dei grillini, Andrea Scanzi non può esimersi dal bastonare il loro grande fustigatore. "Sarebbe un grosso errore da parte del Pd appoggiare Calenda che ha utilizzato il cavallo Pd per farsi votare al Parlamento Europeo e poi scenderne dopo tre mesi, dicendone di tutti i colori al partito. E adesso, dopo un anno, tornare", spiega la firma del Fatto quotidiano, anche lui in collegamento con il talk di Raitre. Ma Calenda non ne fa questione di partiti. Semmai, di uomini: "La maggior parte dei ministri di questo governo non ha nessuna esperienza gestionale. Non hanno amministrato città né aziende. E questo è dirimente. Serve un vero governo tecnico di unità nazionale".

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