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Giuseppe Conte, la frase rubata a Casini: "Fa il furbo, ma finirà male". Voci sul voltafaccia del Pd

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Ha un solo modo di salvarsi, Giuseppe Conte, volare basso. Esattamente l'opposto di quello che ha fatto finora e che sembra voler fare nelle prossime ore. Il senatore Pier Ferdinando Casini, "intercettato" da Augusto Minzolini nel suo retroscena sul Giornale, lo dice chiaro e tondo: "La verità è che Conte sta facendo il furbo. Pensa di poter minacciare gli altri con la carta delle elezioni anticipate. È convinto che se si andasse al voto, il Pd e i 5stelle nei guai lo presenterebbero alle elezioni come il nuovo Prodi. In quel caso se vincesse tornerebbe a Palazzo Chigi, altrimenti farebbe il capo dell'opposizione".
 

 

 

Calcoli sbagliati e suggeriti, rivela Minzo, dal gran consigliere del premier, il direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio. Ma i sondaggi in mano a tutti i partiti al momento dicono l'esatto contrario: se si tornasse al voto oggi, il centrodestra unito spazzerebbe via il centrosinistra, ricondotta a novella "gioiosa macchina da guerra di Occhetto" stile 1994. "È il motivo - confidava ancora Casini - per cui nelle ultime ore il Pd ha cominciato a fare un gioco diverso da Conte". Al Nazareno hanno cioè cercato di convincere il premier all'idea della "crisi pilotata". "Se Conte è capace - conclude il saggio Casini -, se riuscirà a governare le esigenze di tutti, farà il Conte ter. Se, invece, tornerà a fare il furbo si farà un altro governo, con un premier tipo Cottarelli".

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