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Matteo Renzi e la corsa al Quirinale: retroscena, franchi tiratori contro Draghi per spingere Casini?

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I tempi stringono e Sergio Mattarella finirà il suo mandato. Non manca il toto-nomi su chi sarà il suo successore. E se qualcuno punta a Mario Draghi, che arriverebbe in tempo record a ottenere i voti per salire al Colle. C'è anche chi guarda oltre. Come Matteo Renzi, che ha già frenato sull’attuale premier dicendo che si deciderà tutto nell'ultima settimana e che Draghi è "un grandissimo presidente e può far tutto, anche ai vertici delle istituzioni europee". Come il leader di Italia Viva La Stampa parla di un centinaio di franchi tiratori che puntano su altri nomi come quello di Pierferdinando Casini che non a caso è silente come non mai.

 

 

I segnali ci sono tutti. "Stiamo costruendo un'alternativa, ho incontrato anche Giuseppe Conte, ma non prepariamo un funerale politico a Berlusconi", dice il presidente di Coraggio Italia nonché sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, dopo aver parlato con Renzi. Il piano dunque sarebbe il seguente: un cappotto subito da Matteo Salvini e Giorgia Meloni alle comunali che farebbe esplodere la crisi della Lega mettendo in moto spinte centrifughe, per poi unire le forze su un unico candidato.

 

 

Un disegno prossimo alla realizzazione secondo il quotidiano che cita voci di corridoio secondo cui ci sarebbero colloqui tra Di Maio e Giorgetti, oltre a Renzi, Toti e Calenda per un soggetto che raggruppi vari esponenti. Non sarebbe indifferente neppure il Partito democratico. Anzi, alcuni già strizzano l'occhio all'idea: una forza centrista che vanti un peso decisivo nell'elezione del capo dello Stato e strappi a Forza Italia la leadership del centro moderato. 

 

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