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Carlo Calenda, il report: ecco a chi ruba voti Azione. Una grossa sorpresa: non solo Pd...

Arnaldo Ferrari Nasi
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Non è stato mai realizzato uno studio quantitativo su Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi; eppure sono due fenomeni interessanti, soprattutto per il centrodestra. I leader fondatori sono entrambi fuoriusciti dal Pd, al quale, oggi, sottraggono voti popolari e seggi parlamentari. Entrambi si sono posizionati a destra del Pd, non a sinistra, come fecero molti altri, per primo l'ex segretario Pierluigi Bersani. E a destra del Pd c'è il centro e dopo il centro il centrodestra. Gli effetti pratici di questo semplice ragionamento, ad esempio, hanno portato Italia Viva a votare con Lega e Forza Italia su alcuni emendamenti alla Finanziaria, contro il parere del governo. Non solo, diversi sono i quadri del centrodestra che, senza troppo urlarlo, esprimono apprezzamento per Calenda; addirittura, dopo le Amministrative, un parlamentare mi disse: «Se Berlusconi avesse avuto 15 anni di meno, avrebbe imposto Calenda come candidato e noi avremmo vinto Roma».

 

 

 

 

Strutturalmente, gli elettorati dei due partiti segnano più di una differenza. Anzitutto si noti l'evoluzione del voto nel passaggio, di un solo anno, dalle ultime elezioni politiche del 2018 a quelle europee del 2019. Nel 2018 il voto degli attuali Italia Viva e Azione risultava già, in buona parte, dissimile. Più spalmati su tutta la sinistra, gli attuali Renziani, con il Pd al 38%, + Europa al 26% e la sinistra-sinistra al 6%. Maggiormente sul Pd, con 44%, i fan di Calenda; meno + Europa (19%) e nessuna sinistra estrema.

 

 

 

 

Pochi grillini per entrambi (9%), sensibile il voto alla Lega (18% e 16%), niente Fdi e un po' di Forza Italia (6%), ma quest' ultima solo per Calenda. Queste parziali differenze, diventano forti già l'anno seguente. Se a sinistra il voto non cambia, al centro e centrodestra cambia di molto. Per quelli che oggi sono renziani, nel 2019 + Europa crolla al 5%, mentre Forza italia esplode al 30%. Anche la Lega ha deluso (2%) mentre ora la Meloni piace al 10%. Chi oggi vota Azione, invece, nel 2019 non cambia di molto, rispetto all'anno prima. Generalmente un calo piccolo di iducia a sinistra e a Forza Italia, con la destra della Lega e di Fdi che aumenta leggermente consenso, che globalmente arriva al 21%.

 

 

 

 

 

Il dato sociodemografico è altrettanto interessante. Anzitutto è da rilevare che sia gli elettori di Renzi che quelli di Calenda sono essenzialmente giovani: 49% e 32% di 18-35enni, contro una media del centrodestra del 17%. A livello geografico, il voto di Azione proviene per il 71% dal Nord, contro il 61% del centrodestra; il voto di Italia Viva, per il 38% dal Centro, contro l'11% del Cdx. Chiaramente, non si tratta di grandi quantità. I due partiti sono molto piccoli, ma sicuramente in qualche modo aiuterebbero il centrodestra a riempire alcuni vuoti. Alleanze che si stipulano tra soggetti diversi per il perseguimento di obiettivi comuni, ad esempio, in tema di economia e giustizia, scardinando, anche, una certa arrogante sicurezza del centrosinistra.

di Arnaldo Ferrari Nasi 
Direttore AnalisiPolitica 

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