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Giorgia Meloni, la fucilata di Rotondi a Tajani: "Basta rosicare. Tanto lei..."

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Democristiano e berlusconiano da sempre, Gianfranco Rotondi plaude Giorgia Meloni. È lei per il deputato ad aver permesso il ritorno alla politica, a discapito del teatrino "dall’uno vale uno all’idolatria della tecnica". Con un semplice ma chiaro "bravissima", Rotondi svela la chiave di successo della leader di Fratelli d'Italia: "La Meloni piace a molte persone della Dc, perché riscatta la toga della politica dall’umiliazione delle altre toghe, che se la sono messa sotto i piedi".

 

 

E i democristiani sono in buona compagnia. Raggiunto da La Stampa, Rotondi non nasconde che "i popolari la stanno inseguendo, anche se la stampa ignorantella non se ne accorge, credendo alle leggende. La Meloni è nell’arco costituzionale europeo, a differenza di Salvini". Il leader della Lega avrebbe, secondo il deputato, commesso l'errore di stare con Marine Le Pen e dunque essersi perso l'occasione di uno sbocco più premiante. Spazio poi all'altro alleato della coalizione di centrodestra, Silvio Berlusconi.

 

 

A lui Rotondi ha ripetuto le stesse parole di Confalonieri: "Forza Italia può giocare il suo ruolo portando Meloni al consenso necessario per arrivare a Palazzo Chigi, indicandola come premier prima delle elezioni". Da qui il consiglio al numero due azzurro, Antonio Tajani: "La gelosia non porta a nulla. Lei è stata più brava. Sportivamente, bisogna riconoscerlo senza rosicare". E infine, a chi gli chiede se la Dc non guardasse a sinistra, Rotondi liquida: "Leggende della sinistra Dc. De Gasperi non l’ha mai detto. E Moro, altro che icona del Pd,er aun grande conservatore che frenava la parte più riformista della Dc. Ma la storia, si sa, la scrivono i vincitori". 

 

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