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"Una persona come Conte...". Meloni e le armi a Zelensky, chi lo umilia

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Sul tavolo di Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky c'è anche la fornitura di armi di difesa aerea italiane a Kiev. Uno dei diretti interessati, il ministro della Difesa Guido Crosetto, sul tema è chiaro e conferma la linea pienamente atlantista e filo-ucraina del governo. "Non abbiamo ancora cominciato la costruzione del sesto decreto - dice in una intervista al Messaggero -. Di certo l'Ucraina sta chiedendo da mesi un supporto contro gli attacchi aerei su obiettivi civili: case ospedali, scuole, centrali elettriche. Se sarà possibile certamente li aiuteremo a difendersi: la Russia ha superato un confine che non doveva superare".

 

 

 

"La fornitura - spiega il ministro - deve essere compatibile con la possibilità di avere queste armi e di darle a Kiev efficienti e funzionanti. I razzi non li trovi al supermercato come un barattolo di Nutella, sono sistemi complessi per i quali sono necessari tempi lunghi di produzione. Non puoi dire: 'ok, domani vado e compro cento missili'. Non ci sono. Dunque se diamo sistemi di difesa aerea all'Ucraina, dobbiamo prenderli dalle nostre scorte e lo dobbiamo fare senza sguarnirci e con la certezza della qualità".

 

 

 

Quindi la polemica con Giuseppe Conte, ex premier e leader del Movimento 5 Stelle contrario alla fornitura di armi all'Ucraina  "La Difesa è un concetto molto più complesso del riarmo, come invece la declinerebbe una persona superficiale come Conte. E se è vero che la Difesa ha a che fare con le capacità militari delle nazioni, è altrettanto vero comprende la capacità di stringere alleanze internazionali. Di saldare i rapporti con Usa, Africa, Asia, Medio Oriente. La Difesa significa costruire un contorno interno ed esterno di sicurezza. E poi le sfide militari hanno raggiunto dimensioni così rilevanti che non si possono compiere da soli, ma nel quadro euro-atlantico". L'Italia spende in armamenti poco più dell'1,5% del Pil, mentre l'accordo in sede Nato richiede una spesa del 2%, con un incremento di circa 8 miliardi di euro: "L'impegno di raggiungere il 2% risale al 2014 ed è stato confermato da tutti i governi che si sono succeduti, compresi il Conte uno e il Conte due. L'unico punto da chiarire è in quanto tempo raggiungeremo questo 2. Mi auguro di rispettare l'impegno, in base alle compatibilità finanziarie. In ogni caso non si tratta solo di investimenti militari, ma di spese per la difesa che comprendono anche il personale, le infrastrutture, la manutenzione".

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