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Giorgia Meloni, asse con Macron prima del Consiglio Ue

di Antonio Rapisardamartedì 7 febbraio 2023
Giorgia Meloni, asse con Macron prima del Consiglio Ue

3' di lettura

Chiusa con la standing ovation “personale” la campagna per il candidato governatore del Lazio Francesco Rocca e ribadita, durante tutto il fine settimana, la linea della fermezza sul 41-bis per mafia e terrorismo, Giorgia Meloni ieri si è rigettata a capofitto sui dossier che stanno occupando gran parte dell’agenda di governo: il piano Mattei e la nuova strategia energetica nazionale. Due i vertici importanti in tal senso: il primo, in mattinata, con il premier etiope Abiy Ahmed Ali; il secondo con la cabina di regia del Pnrr.

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Sullo sfondo, monitorati, le ripercussioni dell’attacco hacker mondiale e le terribili notizie giunte dal terremoto in Turchia, rispetto a cui il governo ha assicurato immediato sostegno alle popolazioni colpite attivando, anche grazie alla Croce Rossa, i canali di soccorso. Dopo le missioni italiane in Algeria e Libia ieri è stata l’Etiopia, con il suo primo ministro, a recarsi in visita di Stato a Roma. Un appuntamento rilanciato con forza da Meloni quello con la Nazione «perno nella stabilità nel Corno d'Africa»: un ulteriore tassello di quel piano Mattei chiamato a garantire ulteriori possibilità energetiche all’Italia aiutando allo stesso tempo «i paesi africani a crescere utilizzando meglio le tante risorse che dispongono». Di questo si è parlato con Abiy Ahmed Ali giunto per firmare un partenariato paritario di cooperazione del valore di 140 milioni di euro. Un’operazione che si inquadra nella stabilizzazione di un’intera area rispetto a cui l'Italia è pronta a sostenere «il consolidamento democratico e il pieno sviluppo»: con tutto ciò che può determinare in termini di internazionalizzazione delle imprese tricolore e di creazione di economia in loco, in nome di quel diritto «a non emigrare» che rappresenta un corollarario determinante della strategia nel continente africano.

Strettamente collegato ai contratti già stipulati (e quelli futuri) del piano Mattei – il cui scopo è «far diventare l’Italia hub energetico del Mediterraneo per tutta l’Europa» – è il rafforzamento della sovranità energetica italiana. Per questo motivo il premier ha convocato a Palazzo Chigi i big dell’energia: gli ad di Eni, Enel, Terna e Sman. Al centro della cabina di regia sul Pnrr “allargata” come impiegare al meglio le opportunità previste dal Repower Eu: il finanziamento supplementare piano varato dall’Ue, per rendere l’Europa indipendente dal gas russo e spingere su rinnovabili e risparmio energetico. «La sfida per rafforzare la sovranità energetica richiede un impegno da parte di tutti», ha spiegato il premier in una nota presentando un «percorso istituzionale» chiamato a fornire in tempi brevissimi (entro il 30 aprile) un piano operativo «che renderà l’Italia più sostenibile da un punto di vista energetico, attraverso l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la riduzione dei consumi».

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Fra i due vertici di giornata Meloni è stata impegnata anche in una fitta rete di telefonate in preparazione del delicato Consiglio Ue del 9 e 10 febbraio. Ben quattro i colloqui che seguono gli incontri del premier a Stoccolma e Berlino: con il presidente francese, Macron, con il primo ministro olandese, Rutte, con il Cancelliere austriaco, Nehammer, e con il primo ministro greco, Mitsotakis. Al centro, le priorità su cui insisterà il governo italiano: il pieno sostegno all’Ucraina, le soluzioni Ue a sostegno della competitività delle imprese e una gestione «finalmente europea dei flussi migratori incentrata sul controllo dei confini». Prima di partire per Bruxelles, però, c’è ancora un ultimo appuntamento elettorale per il premier: oggi, in compagnia di tutti gli alleati, sarà a Milano per la chiusura della campagna per la Lombardia. 

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