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Meloni da Zelensky. "l'Italia sarà protagonista"

martedì 21 febbraio 2023
Meloni da Zelensky. "l'Italia sarà protagonista"

3' di lettura

"L'Italia è con Kiev e non tentennerà". La premier Giorgia Meloni è categorica dopo il faccia a faccia con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Trasferirò il dolore dell'Ucraina agli italiani", promette al fianco del presidente, dopo aver visto con i propri occhi in mattinata gli orrori di Bucha e Irpin. La premier italiana denuncia "l'illusione di costruire la pace girando il viso dall'altra parte", difende il dovere di aiutare l'Ucraina anche con le forniture militari ("Con un'aggressione tutte le armi sono difensive", specifica) e paragona la resistenza ucraina al Risorgimento italiano. 

IL FACCIA A FACCIA

"Questa non è una visita solo simbolica, abbiamo parlato di temi concreti e siamo venuti qui per ascoltare le esigenze al netto di quanto già fatto", sottolinea la Meloni nel punto stampa al termine dell'incontro con Zelensky. "Rimane agli atti che c'è un aggredito e un aggressore, rimane agli atti che per paradosso è l'aggredito che cerca un negoziato di pace. Fino al negoziato noi offriremo all'Ucraina ogni genere di supporto, supporto militare per difendere le infrastrutture strategiche e la popolazione civile. Sul piano umanitario, finanziario. Abbiamo visto la consegna di uno dei tanti generatori inviati dall'Italia. Sul piano della ricostruzione". "L'Italia - prosegue - lavora a una conferenza sulla ricostruzione da tenersi in aprile, c'è un know how che le imprese italiane possono offrire, lo metteremo a disposizione perché nella ricostruzione l'Italia vuole giocare un ruolo da protagonista".


IL NEGOZIATO 

"Il prezzo che l'Ucraina sta pagando è molto alto, abbiamo voluto recarci a Bucha e Irpin per vedere coi nostri occhi la devastazione e la sofferenza. Farò quello che posso per trasferire questo agli italiani, è impossibile girarsi dall'altra parte. Sarebbe anche molto stupido farlo. Non solo perché c'è un popolo aggredito, ma perché gli interessi ucraini coincidono con quelli dell'Europa". Quindi l'avvertimento ai "pacifinti" che proliferano anche in Italia: "Chi pensa di potersi girare dall'altra parte sta avvicinando la guerra, non sta cercando la pace, Chi sostiene anche militarmente l'Ucraina lavora per la pace, ed è quello che facciamo noi. La resa o una pace ingiusta non sono una vera pace".

LE ARMI

L'Italia, puntualizza la Meloni, ha lavorato insieme alla Francia per "mettere insieme le nostre tecnologie con grande velocità su un sistema importante che è il Samp-T" e fornirlo all'Ucraina. "Per noi è assolutamente una priorità difendere i cieli e la popolazione dell'Ucraina e ci siamo concentrati anche sullo sminamento". "Siamo in contatto continuo e molto concreto per dare una mano per quello che va fatto sempre collaborando con i nostri partner internazionali perché la cooperazione in questa materia è molto importante". A domanda precisa, la premier italiana ha chiarito come "attualmente la fornitura di aerei" da parte dell'Italia a Kiev "non è sul tavolo. Dobbiamo prendere tali decisioni con i partner internazionali. Noi in questa fase ci siamo concentrati sui sistemi di difesa antiaerea". 

 

LA RISPOSTA A PUTIN  

In mattinata il presidente russo Vladimir Putin ha voluto ricordare "l'aiuto che abbiamo dato all'Italia durante il Covid". A molti queste parole sono sembrate una velata minaccia al nostro paese, una allusione a una "ricattabilità".  "Non so se quello di Putin era un avvertimento ma il tempo del Covid era un altro mondo - taglia corto la leader di Fratelli d'Italia -. Il mondo è cambiato dopo il 24 febbraio e non è una scelta che abbiamo fatto noi".