Cerca
Logo
Cerca
+

Il vademecum degli anarchici violenti: regole da criminali. L'analisi di Andrea Pasini

Andrea Pasini
  • a
  • a
  • a

Non effettuare video o foto. Non condividere nulla sui social. Non dare confidenza, specialmente ai giornalisti. Non andare in ospedale in caso di ferite. Non infamare. Il vademecum dell’anarchico ci offre uno spaccato incredibile nella vita di queste persone. È difficile per me, da cittadino, capire cosa spinga queste persone a comportarsi in questo modo. Non che io sia un fanatico dei social o abbia mai avuto grandi sogni di gloria, ma mai nella mia vita ho voluto nascondermi. Mai. Mi sono sempre mostrato al mondo, volto scoperto, e ho portato avanti le mie idee con convinzione, con coraggio, con orgoglio, ma soprattutto ho portato avanti le mie idee con rispetto, lealtà e rispettando le regole. Rispetto per le istituzioni, rispetto per gli altri, rispetto per la cosa pubblica. E rispetto soprattutto  per me stesso.

In questo vademecum non leggo nulla di tutto questo. Leggo che al mondo esistono dei criminali disposti a tutto, certo, ma non trovo alcun ideale nelle loro parole, alcun orgoglio, alcun amor proprio. Gli anarchici mi appaiono sempre più come soggetti che trovano nel caos la loro sola e unica ragione di vita. Lo stesso messaggio a sostegno del loro compagno Alfredo Cospito, in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso, sembra essere andato perduto in un marasma di violenza e accuse. 

Mentre gli anarchici distruggono le nostre città, Cospito ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Strasburgo. Si parla ora di una violazione dei diritti umani, di un «trattamento arbitrario da parte dello Stato». Secondo i legali dell’anarchico, infatti, Cospito sarebbe stato «condannato sulla base di un’interpretazione della fattispecie incriminatrice del tutto diversa e peggiorativa da quella vigente».

Altra benzina sul fuoco, insomma, per quel gruppo di criminali che vuole continuare a distruggere e a seminare la paura. Sì, perché molti anarchici  hanno dimostrato più e più volte che per loro non è possibile manifestare senza essere violenti. Dopotutto il loro obiettivo è quello di farci paura, di buttare il nostro Paese nel caos.

Be’, anche se questo può contare poco io non lo accetto. Io rifiuto di vivere nella paura, mi rifiuto di cedere alle minacce di queste persone. Io, che con coraggio oggi giorno esco di casa a testa alta, continuo orgoglioso dalla parte delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine e dei Magistrati  che ogni giorno, con spirito di abnegazione, lottano con coraggio e fatica per assicurare alla giustizia questi criminali. Io sto con loro. E non devo nascondermi anzi ne sono profondamente orgoglioso.

Dai blog