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Matteo Salvini, i timori su Forza Italia: le contromosse del leghista

di Fabio Rubinigiovedì 15 giugno 2023
Matteo Salvini, i timori su Forza Italia: le contromosse del leghista

3' di lettura

La priorità della Lega nelle prime ore dell’era post-berlusconiana è quella di non turbare gli equilibri nel Centrodestra. Non ci saranno assalti alla diligenza o campagne acquisti tra gli azzurri, assicurano da via Bellerio. Le stesse fonti parlano di un Matteo Salvini «sinceramente provato» dalla scomparsa dell’amico Silvio. E c’è da crederci. Sui suoi social si susseguono video che ricordano il Cav. Tra questi ce n’è uno cui Matteo Salvini è particolarmente legato. Si tratta di due foto: nella prima il leader del Carroccio si sta radendo, nella seconda è ritratto completamente sbarbato. L’episodio lo ricorda lui stesso nel post: «Era una scommessa tra me e Silvio: accadde quel che accadde e, arrivato a casa sua, mi fece trovare a tavola di fianco al piatto un completo con rasoio, salviette e schiuma da barba. “Me lo avevi promesso, adesso finalmente tagliatela, quella barba”. L’unico che in 10 anni sia mai riuscito a farmi tagliare la barba, è stato proprio Silvio!». La gag non finisce qui: «Comunque la settimana dopo, quando mi vide sbarbato, mi consigliò di farla ricrescere!». Chiosa Salvini: «Eri unico, nel lavoro e nel sorriso. Lasci un grande vuoto Silvio, cercheremo di riempirlo con cose belle».

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L’ULTIMA VISITA

In serata il leghista si è recato ad Arcore per rendere omaggio alla salma del Cav. È arrivato assieme al premier Giorgia Meloni e al presidente del Senato Ignazio La Russa, accompagnati dagli applausi della piccola folla che staziona davanti a villa San Martino. I tre sono stati accolti da Pier Silvio Berlusconi e si sono trattenuti in visita per un’ora, caratterizzata dalla grande emozione e commozione dei presenti. All’uscita, accompagnati ala soglia ancora da Pier Silvio e da Barbara Berlusconi, per rispetto del momento nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Tornando al futuro dei rapporti tra Lega e Forza Italia, per capire se e come cambieranno nel medio termine, bisognerà aspettare le prime mosse degli azzurri. Da Roma assicurano che né in queste ore né durante il precedente e lungo ricovero di Berlusconi, nessuno degli azzurri ha cercato di saltare sul Carroccio. E che, comunque, se ci avesse provato, avrebbe trovato un clima piuttosto glaciale. Segno che il patto di non belligeranza siglato dai tre leader prima delle politiche, regge. E per quanto riguarda la Lega reggerà anche ora che Berlusconi non c’è più. Il timore è che le correnti azzurre possano in qualche modo minare l’unità del Centrodestra e disturbare l’azione di governo che fin qui è stata coesa. Le fibrillazioni dei primi giorni di legislatura - con i voti prima promessi e poi negati a La Russa perla presidenza del Senato- sono ancora ben impresse nelle menti degli alleati. Per questo il Carroccio, e nello specifico Matteo Salvini, potrebbe anche giocare un ruolo da mediatore tra le varie anime azzurre, per tenerle assieme, preservando così anche l’unita della coalizione di governo.

PRESERVARE I MODERATI

Del resto, spiegano da via Bellerio, fin qui lo schema che ha sorretto il Centrodestra e negli anni ne ha rappresentato la chiave vincente, è quello che è riuscito a tenere assieme il patriottismo di Fratelli d’Italia, l’autonomismo della Lega e il liberismo moderato di Forza Italia. Nel corso delle epoche politiche le tre componenti si sono scambiate il ruolo di leadership della coalizione, ma sempre nel rispetto reciproco. Ecco è quello che la Lega vorrebbe continuare a garantire. Una diaspora di Forza Italia tra Carroccio, Fratelli d’Italia e terzo polo - o quel che ne resta avrebbe l’unico risultato di indebolire l’unità della maggioranza che governa il Paese. Per questo non è escluso che nei prossimi giorni il “patto” per non scipparsi iscritti potrebbe essere rinnovato da parte di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Entrambi consci del fatto che eventuali fibrillazioni finirebbero col danneggiare tutti e aiuterebbero le opposizioni a riprendere fiato. 

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