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Laura Castelli, "perché mi tenevano fuori dalle riunioni al Ministero"

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"Il sessismo in politica è ancora forte e questo nonostante ci sia come presidente del Consiglio una donna": a dirlo è Laura Castelli, ex Movimento 5 Stelle, parlando della sua esperienza di parlamentare e viceministro all'Economia durante i governi Conte. Intervistata dal settimanale 7 del Corriere della Sera, l'ex grillina ha sottolineato: "Anche vestirsi è diventato complicato: chiedetelo a Meloni". 

 

 

 

Scendendo nel dettaglio della sua esperienza, poi, la Castelli ha raccontato: "Nel giugno 2018, quando arrivò la nomina all'Economia, ebbi una sensazione bruttissima e mi sentii un'estranea. Entrando in Via XX Settembre colsi che c'era una macchina ostile impenetrabile, ero giovane, donna e grillina. L'ho capito che non sarebbero bastate le mie attitudini. E così ho cambiato atteggiamento, cambiare la forma è cambiare la sostanza. I dirigenti facevano le riunioni a porte chiuse e non mi facevano sapere nulla". 

Secondo lei, anche adesso che la Meloni è a Palazzo Chigi le cose non sarebbero molto diverse: "Il sessismo è ancora molto forte, pensavo fosse solo narrazione. Anche con Meloni l'attacco a prescindere è alimentato dal fatto di essere donna. La premier viene criticata addirittura per il taglio dei pantaloni o su come sta con la figlia. Io mio figlio appena nato me lo portavo alle riunioni di governo e vedevo sguardi stralunati. Ma gli imbarazzi erano solo loro. Mio figlio non poteva essere un problema".

 

 

 

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