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Carlo Freccero si candida: clamorosa sfida al governatore

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La nuova avventura di Carlo Freccero? Farsi eleggere sindaco a Vado Ligure, nella "sua" Liguria. L'intellettuale, ex manager di Mediaset, uomo di tv convertitosi negli ultimi anni a capopolo dei No-Green pass durante la pandemia di Covid, ha annunciato l'intenzione di candidarsi "per salvare Vado dal rigassificatore". Domenica scorsa aveva guidato la protesta di 16mila persone in spiaggia sulla riviera savonese contro il progetto fortemente voluto dal governatore Giovanni Toti. "Ho visto e toccato con mano quanto sia vasto il dissenso del territorio savonese nei confronti delle politiche regionali, e in particolare del progetto di collocare a neanche tre chilometri dalle nostre spiagge un rigassificatore come se niente fosse - spiega Freccero dalle pagine di Repubblica -. La catena umana in spiaggia è stata un successo incredibile. Toti pensa di poter fare quello che vuole, in questa regione, anche le cose più sbagliate. E io voglio che sappia che non può farlo. Una cosa è il salottino della tv in cui è cresciuto, me lo ricordo bene quando era in Mediaset, un conto la Liguria".

La battaglia contro il rigassificatore non è la prima per Freccero, già impegnato "in prima persona contro la centrale a carbone di Enel e Tirreno Power, una storia che si ripete oggi, che tanti danni ha causato alla salute di chi viveva intorno e sulla quale a breve arriverà la sentenza - ha detto sempre a Repubblica -. Oggi temo si ripeterà la stessa, estenuante battaglia legale, e io mi candido a Vado per seguire da vicino la battaglia che proseguirà negli anni". 

 

 

 

Sul rigassificatore, Freccero si ritroverà dalla stessa parte del Pd, che accusa sempre Toti di avere "paura di un confronto con il territorio savonese sul progetto del rigassificatore a Vado Ligure, i sindaci si stanno organizzando da soli per informare i cittadini sui rischi del progetto". Il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello  ha presentato un'interrogazione sul tema a cui né il presidente Toti né l'assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone hanno potuto rispondere perché assenti per "impegni istituzionali", ribadendo la volontà di voler rispondere entro domani in forma scritta. 

 

 

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