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Roma, la piazza anti-Israele: "Stato criminale", tensione con la polizia

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Ancora odio contro Israele. La piazza di Roma dei filo-palestinesi non delude le aspettative. Fumogeni verdi, bandiere della Palestina, della pace e cori per chiedere la liberazione del popolo palestinese. Ma anche bandiere dei partiti politici, quali Potere al popolo e Partito comunista dei lavoratori. Con centinaia di manifestanti in movimento il "corteo nazionale contro la guerra e per la pace in Palestina", spiegano i manifestanti in piazza, è pronto a partire da Porta San Paolo, a pochi passi dalla Piramide dove è disposto il camioncino rosso che guiderà la protesta fino a piazza San Giovanni in Laterano.

"Stop al genocidio, fine dell’occupazione. Palestina libera", è lo slogan esposto sullo striscione di apertura del corteo. In testa al corteo alcuni manifestanti reggono la riproduzione in gomma di una chiave in formato gigante, a rappresentare il desiderio delle famiglie palestinesi di ritornare alle proprie case. Poi i cori contro lo Stato ebraico: "Israele Criminale e Stato Criminale". Sono glo slogan che intonano i manifestanti riuniti a Porta San Paolo, a Roma.Sul posto un grande dispiegamento di forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e agenti della polizia locale di Roma Capitale a delimitare il perimetro della piazza. Ancora una volta la piazza con la kefiah al collo insulta uno Stato che ha il diritto di difendersi per tutelare la sua stessa esistenza. Da settimane una certa parte della sinistra e soprattutto i collettivi studenteschi prestano il fianco a chi conosce solo il linguaggio dell'insulto e ignora le radici storiche dei conflitti in Medio Oriente.

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