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Paola Concia, complotto-Pd contro Schlein: "Chi vuole togliersela di torno"

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Europee sì o Europee no? Elly Schlein ancora deve sciogliere il nodo su una sua eventuale candidatura, eppure il Pd già freme. È dei giorni scorsi la rivolta tutta femminile e tutta dem contro una discesa in campo della loro il leader. Il motivo? "Penalizza le donne". Ma Paola Concia, ex deputata del Pd, non sembra pensarla così. "Che ci sia un problema non lo dico io. Mi pare evidente - premette intervistata dal Secolo d'Italia -. La segretaria ha detto che il Pd è un partito femminista e questo fa sì che vi sia un’attenzione maggiore su queste questioni. Io poi penso che Elly Schlein si potrebbe benissimo candidare ed essere eletta per andare in Europa e contemporaneamente fare anche la segretaria del partito. Le due cose sono compatibili. Chi dice che non è così lo fa per togliersela di torno. Insomma è un’analisi un po’ interessata ecco…". 

Sicuramente però "il tema c’è". "Se lei" infatti "si candida in tutte le circoscrizioni con l’alternanza il numero due sarebbe un uomo". Sempre vero che si possono dare tre preferenze, ma - è il sospetto dell'attivista - "quasi nessuno scrive tre nomi sulla scheda". A maggior ragione ora che il rapporto tra le dem e la loro segretaria non sembra delle migliori: "Certo questa levata di scudi un po’ fa pensare, però io mi auguro che il rapporto sia buono. A me ha fatto piacere la sua elezione alla segreteria anche se ho un’altra storia politica. La mia è una cultura riformista, la sua più radicale. Veniamo da storie diverse". 

 

 

E proprio sull'elezione alle Primarie, Concia lancia una stoccata non indifferente: "Giorgia Meloni ha rotto il tetto di cristallo. È un esempio per le donne giovani nonostante abbia una cultura diversa da Schlein. Lei ha rotto questo tetto per tutte, anche per chi non è di destra come lei. È chiaro - dice senza peli sulla lingua - che se non fosse stata Giorgia Meloni presidente del Consiglio probabilmente non avrebbero scelto Schlein per guidare il Pd. La sua elezione è anche frutto dell’elezione di Meloni a premier".

 

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