OPINIONE

La sinistra suona uno spartito logoro

di Mario Sechigiovedì 10 luglio 2025
La sinistra suona uno spartito logoro

4' di lettura

Stiamo entrando nella fase decisiva della legislatura, i segnali sono chiari: i partiti cercano di conquistare spazi sul piano interno (la porta della politica estera è chiusa a chiunque dalla premiership di Meloni), emergono riforme che non hanno spazio di manovra in Parlamento (lo Ius Scholae), le sinistre alzano i decibel e l’ostruzionismo in Aula, il mandarinato delle magistrature e dell’alta burocrazia aumenta le sue incursioni nel campo della politica, il piccolo establishment editoriale crea un “caso” al giorno. Sono manovre che alla fine logorano chi il potere non ce l’ha, secondo la vecchia formula andreottiana.

La sinistra suona uno spartito logoro, lo usò con Silvio Berlusconi, finendo per rafforzare e allungare la trentennale galoppata del Cavaliere. Chiunque abbia esperienza delle cose del Palazzo, vede che il gioco lo conduce Meloni e le opposizioni sperano nella manina esterna o in una frattura del centrodestra.

Due esempi sono in cronaca: 
1. Mentre Meloni inaugura a Roma la conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina, la magistratura tiene aperto il caso Almasri, puntando sul ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
2. Pier Silvio Berlusconi presentando la nuova programmazione di Mediaset ha espresso solide (e sagge) valutazioni politiche sullo Ius Scholae («non è una priorità») e il futuro di Forza Italia.

Su Almasri siamo di fronte a un caso giudiziario che ancora una volta sconfina nel territorio della politica: puntuale come un orologio, arriva quando la maggioranza è al traguardo della riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati; per soprammercato, non sono le procure a decidere sulla sicurezza nazionale, il ministro Nordio ha agito nell’interesse dello Stato e secondo le norme, seguendo le linee della politica estera dell’Italia. Basta ricostruire i passaggi di Almasri all’estero (vola da Tripoli a Londra, poi passa a Bruxelles, assiste a una partita di calcio in Germania e si fionda in Italia, a Torino, per vedere un incontro della Juventus) per scoprire il maldestro tentativo di scaricare sull’Italia il suo arresto, che viene chiesto dopo 12 giorni di gita calcistica in Europa. Quanto alla Corte penale internazionale, non gode di un potere imperiale nei confronti dell’Italia, è un’istituzione squalificata, viziata dal pregiudizio ideologico al punto da usare la parola «genocidio» su Israele, la nazione degli ebrei che il genocidio lo hanno subito, è una vergogna. $ talmente squalificata, la Corte dell’Aja, che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invitato Netanyahu in visita ufficiale in Germania e poche settimane fa, durante il G7 in Canada, ha ringraziato per aver fermato la minaccia dell’atomica iraniana con parole nette: «Questo è il lavoro sporco che Israele sta facendo per tutti noi». Altro che mandato d’arresto. L’Italia, esposta alle ondate migratorie dal Nord Africa, avrebbe dovuto arrestare Almasri sottraendolo alla Libia?
Una follia che il governo si è ben guardato dall’assecondare.

Veniamo al secondo caso, che caso non è. Le parole di Pier Silvio Berlusconi verranno usate in maniera strumentale per sostenere che il presidente di Mediaset vuole smontare Forza Italia e nell’esprimere i suoi dubbi sul tema dello “Ius Scholae” e l’apprezzamento per la premier Giorgia Meloni - si è “allineato” al governo. Ero presente e ho apprezzato le risposte di Piersilvio, perché erano molto equilibrate e ben fondate sul piano dell’analisi politica. Tutti sanno che nella maggioranza non ci sono i numeri per far passare il provvedimento, soprattutto dopo un referendum sulla cittadinanza affondato dall’astensione e con il voto contrario perfino di una parte degli elettori della sinistra. Berlusconi ha mostrato un’eccellente visione del quadro politico, è un realista che possiede uno slancio per l’innovazione (è il dna dell’imprenditore che lavora nel settore dei media) e quando ha espresso l’auspicio di un rinnovamento di Forza Italia, ha detto una cosa incoraggiante per la classe dirigente azzurra, perché la famiglia del fondatore del partito sente viva più che mai la missione che fu di Silvio.

Quanto allo schierarsi a destra e al “melonismo”, Pier Silvio a Mediaset e Marina in Mondadori hanno dimostrato di avere a cuore il pluralismo, basta guardare le presenze dei politici nei programmi, i nomi e le biografie dei conduttori e degli ospiti, la cifra dell’informazione, guidata da Mauro Crippa e dai direttori del gruppo editoriale, quanto a Mondadori, parla da solo l’album degli scrittori pubblicati, essere pubblicati da Segrate è un onore per chiunque e Marina custodisce e amplia questa eredità di libertà con grande passione. Ho lavorato in quel gruppo - al Giornale e a Panorama- sono stati anni bellissimi, conosco la cultura d’impresa, la professionalità del management, l’attenzione per le persone, il rispetto per le loro idee e l’energia che mettono ogni giorno nel fare il difficile mestiere dell’editore. Piersilvio ha passione politica? $ un’ottima notizia, ha detto quello che pensa, lo ha fatto in maniera diretta, con l’entusiasmo di un imprenditore che accetta la sfida e non si nasconde, la responsabilità di chi crea posti di lavoro e ha un progetto di respiro internazionale nel segno di quello che fu il sogno del padre: «Andiamo in tutta Europa, come missionari, proponendo la tv commerciale». Vale anche per la politica, è la missione della libertà.