"Risponderemo alla 250esima interrogazione parlamentare di Gasparri". Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, è ospite di Marco Damilano a Il Cavallo e la Torre su Rai 3 e risponde a muso duro al senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che in Commissione di vigilanza Rai ha annunciato la nuova mossa contro Ranucci accusato di "sistematica attività illegale" per la questione dossieraggio.
"Mando un abbraccio a Gian Gaetano Bellavia, oggetto di un attacco infame, un attacco che ha come finalità quella di colpire Report e colpire la magistratura. E' l'apertura della campagna referendaria per il sì da parte di alcuni giornali", accusa Ranucci riguardo al caso del commercialista consulente di Report. Bellavia "è un professionista encomiabile, ci ha aiutato a leggere carte provenienti da fonti aperte, database", ha spiegato. "Accusarlo di dossieraggio è come accusare di dossieraggio la Camera di commercio. Abbiamo perso il senno della ragione". Nessun cenno al fatto che nei database di Bellavia le persone schedate appartenessero praticamente tutte al mondo del centrodestra.
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Istruttoria del Garante della privacy contro Gian Gaetano Bellavia. Si riapre dunque lo scontro, questa volta indiretto,..."Sottolineo poi un'anomalia - prosegue -. La Commissione di Vigilanza è bloccata da 2 anni ma continuano ad arrivarci interrogazioni. Ora, io mi chiedo se questo è giusto e legittimo quando poi non c'è nessun organismo di garanzia che controlla la domanda e la risposta".
"Al di là della vicenda Bellavia, che lezione traiamo da una giornata in cui un senatore annuncia un'interrogazione e la presidente del Consiglio chiede di intervenire sulla trasmissione più seguita del servizio pubblico e che fa inchieste, inchieste molto scomode?", domanda Damilano puntando il dito contro la premier Giorgia Meloni.
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"Non si capisce cosa c’entri Report e il sottoscritto, ma tutto fa brodo per distrarre dalle nostre inchieste..."Siamo sempre lì, è l'insofferenza al controllo e al ruolo di cane da guardia della democrazia. Oggi Meloni ha parlato di libertà di stampa, Report non è stata accolta tra quelli che volevano fare le domande perché non risulta come 'testata'. Ti sembra normale?". "A onor del vero - lo gela Damilano - lo decide l'Ordine dei giornalisti". "Però penso che la premier possa decidere, visto il suo piglio, 'aprite le porte anche a Report', no?", ribatte Ranucci.
Domenica prossima, annuncia poi il giornalista, nella prossima puntata di Report "avrei voluto farle questa domanda: lei non c'entra sullo stato dell'inquinamento del nostro paese che risale agli anni passati. Noi abbiamo 42 siti di interesse nazionale che dovrebbero essere bonificati perché inquinano e fanno morire le persone. C'era una cosa che funzionava, lo studio epidemiologico di nome Sempieri che monitorava lo stato della mortalità in quelle persone. Molti di quei siti erano inquinati anche da aziende controllate dello Stato e non arriveremo mai alla giustizia finché lo Stato non sarà in grado di processare se stesso. Questo studio e questi dati forse imbarazzavano qualcuno perché nel 2023 il governo Meloni ha sospeso il finanziamento a questo studio, anche all'insaputa del ministro della Salute che fortunatamente in questi giorni ha cercato di ripristinarlo".




