Tra oggi e domani il neo governatore della Puglia Antonio Decaro dovrebbe annunciare la nuova giunta regionale. Ma nelle ultime ore sta ballando la poltrona di Michele Emiliano, fino a ieri dato per certo come assessore alle crisi industriali. Nel suo entourage sono preoccupati, mentre dalle parti di Decaro non vola una mosca. Ieri i due si sono visti per provare a trovare un accordo. Non è un mistero che il presidente appena proclamato non vorrebbe avere accanto una figura così ingombrante, tanto da oscurarlo. Il problema è che a imporre a Decaro l’assessorato per Emiliano è stata Elly Schlein in persona. In cambio del ritiro della candidatura. Ma il problema è proprio questo: «Come faccio a spiegare che ho dato un assessorato a Emiliano, dopo che non l’ho voluto in lista?», è ciò che si chiede Decaro in queste ore.
È stato lui a promettere ai pugliesi discontinuità rispetto al passato, e la presenza in giunta dell’ex presidente smonterebbe tutta la linea. Rendendo Decaro succube sia di Emiliano e i suoi, che di Schlein e tutto il Pd. L’alternativa è che l’ex governatore pm venga richiamato in magistratura, per poi rientrare in politica nel 2027 al Parlamento. Ma Decaro questa scelta dovrà spiegarla anche, e soprattutto, ai cittadini di Taranto.
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Vedendo gli ultimi sondaggi del 2025, a sinistra non c’è proprio nessun entusiasmo da spegnere. Fratelli d&...Emiliano infatti dovrebbe avere la delega a Ilva, ma le associazioni ambientaliste hanno già protestato. «Un’ipotesi che auspichiamo vivamente che Decaro voglia scongiurare in nome della discontinuità che ha sempre dichiarato di voler perseguire rispetto alla gestione precedente dell’Ente» ha dichiarato Giustizia per Taranto, un’associazione tra le più attive e molto vicina al Pd. «Nei suoi annidi presidenza - dicono gli ambientalisti - Emiliano ha sempre assunto sulla vertenza le posizioni dell’interlocutore che aveva di fronte, passando dal rilancio industriale alla chiusura totale con una credibilità che, evidentemente, è andata sgretolandosi col tempo. In questo ruolo, la “de carbonizzazione”, che è la linea che tuttavia ha sempre prediletto, diventerebbe il feticcio da agitare per conquistare un posto in Parlamento nel 2027. Non un obiettivo verificato e verificabile, dunque, ma una bandiera da sventolare».
«Insomma - conclude l’associazione ci vuole poco a mostrare più responsabilità e più rispetto nei confronti della nostra comunità: inizi recidendo il cordone con quanti hanno già contribuito al disastro nel quale versiamo». Risolto il problema di Emiliano, Decaro dovrà nominare altri nove assessori: quattro del Partito Democratico, due per la lista Decaro Presidente, uno a testa per 5 Stelle, l’altra civica, e Avs. Dopo il fallimento del ritorno in politica di Vendola, che non è riuscito a farsi eleggere, anche loro pretendono una ricompensa in giunta. Mentre lui può tornare in Canada per riprovarci alle politiche.




