Libero logo

Giorgia Meloni e la Groenlandia, "gli errori di Trump e dell'Europa": parole da statista

domenica 18 gennaio 2026
Giorgia Meloni e la Groenlandia, "gli errori di Trump e dell'Europa": parole da statista

2' di lettura

Evitare l'escalation, lavorare per il dialogo. Sulla Groenlandia la premier italiana Giorgia Meloni parla da statista, attenta agli equilibri internazionali: si dice in disaccordo con il presidente americano Donald Trump, che ha minacciato ai paesi europei che hanno inviato militari nell'isola di ghiaccio controllata dalla Danimarca, ma allo stesso modo riprende l'Unione Europea per gli errori del passato.

"Volevo dirvi che la previsione di un aumento dei dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza per la Groenlandia, secondo me, è un errore. E, ovviamente, non la condivido", spiega il presidente del Consiglio in conferenza stampa da Seoul, per la sua visita ufficiale in Corea del Sud.

Groenlandia, Trump: "Dazi del 10% a chi ha inviato soldati"

Dazi del 10% a partire da febbraio a tutti i Paesi che hanno inviato soldati in Groenlandia: lo ha deciso il presidente ...

"Credo - aggiunge però subito dopo - non sia stato chiaro il messaggio che arrivava dall'Europa. Questa la percezione che ho avuto io, che non fosse chiara la ragione che era positiva, dal mio punto di vista, delle iniziative che si stavano portando avanti. Per questo sto dicendo che secondo me c'è anche un problema di interpretazione di quello che si stava facendo". 

Giorgia Meloni sbarca a Seoul, a caccia di alleati

Non è escluso che i militari italiani vadano in Groenlandia, ma solo nell’ambito della Nato. Da Tokyo, tapp...

"La chiarezza che alcuni leader stanno dando in queste ore credo possa essere utile", valuta ancora Meloni. Trump "mi pare fosse interessato ad ascoltare, ma mi pare che dal punto di vista americano non fosse chiaro il messaggio arrivato da questa sponda dell'Atlantico". La premier sottolinea "il rischio" che "alcune iniziative di alcuni Paesi europei fossero lette in chiave antiamericana, e invece non era quella l'intenzione che si aveva. Gli attori che preoccupano sono per tutti altri. Ma mi pare che questo messaggio non fosse affatto chiaro".

Ora, prosegue Meoni, "non penso che il tema sia qui, adesso, quello di creare un'escalation, credo sia piuttosto quello di provare a dialogare. Se la mia interpretazione è corretta e sul lato americano c'è una preoccupazione eccessiva per un'ingerenza eccessiva su una zona strategica, e da lato europeo c'è la volontà di affrontare questo problema che è anche nostro, la strada giusta non sia quella di discutere tra di noi ma di lavorare insieme per una questione che ci coinvolge tutti".