C’è la professoressa che esulta per la morte di Charlie Kirk e il docente che insulta il ragazzo di destra. E poi quella che spiega che il governo Meloni è fascista e quello che invita a scioperare contro l’esecutivo. Storie di ordinaria propaganda rossa nelle nostre scuole, raccontate dai ragazzi che certi comizi li hanno sentiti in diretta. Storie che, però, per la sinistra non andrebbero raccontate.
Riavvolgiamo il nastro e ripercorriamo brevemente tutta la vicenda. Succede, in pratica, che Azione studentesca, movimento giovanile vicino a Fratelli d’Italia, ha distribuito ai ragazzi un questionario anonimo sullo stato della scuola in Italia. Tra le varie domande, anche questa: «Hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra? Se sì, specifica meglio». Non si tratta, a dire il vero, di una cosa particolarmente nuova. Da decenni, infatti, i ragazzi di destra denunciano tentativi di indottrinamento da parte di qualche professore o tramite qualche libro di testo. Stavolta, però, è subito scattato l’allarme fascismo.
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E perché la cucina Kosher no? Il menù che rispetta le tradizioni culinarie delle comunità ebraiche ...«Le liste di proscrizione», ha attaccato la leader dem Elly Schlein, «non si adattano bene aduna democrazia liberale come la nostra, ma soltanto ai regimi». Ancora più surreali le dichiarazioni degli altri esponenti del Pd. «Giorgia Meloni», ha detto Francesco Boccia, «ha riconosciuto le colpe del fascismo nella tragedia della Shoah. È di quel regime la prassi di compiere schedature di massa di antifascisti, di omosessuali e di minoranze. Esattamente quello che stanno facendo nelle scuole i giovani di Azione studentesca». E ancora, Chiara Braga: «Giovani vicini a Fdi vogliono schedare gli insegnanti di sinistra. Le schedature di massa, gli elenchi dell’Ovra, le liste per il confino appartengono a un passato che non può tornare». L’Ovra.
Le liste per il confino. Le schedature di massa degli antifascisti. Dove gli esponenti del Pd (ma anche di Avs, M5S, Anpi e compagnia...) abbiano visto tutte queste cose rimarrà un mistero. Pure le liste di proscrizione sono un’invenzione di Elly e dei suoi amici, visto che, come spiegato a Libero da Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione studentesca, «nessun nome e nessun cognome è comparso tra le risposte alla domanda sulla propaganda dei professori di sinistra».
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Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, intervenendo ad Atreju, ha accusato parte dell'opposizione di &q...E allora torniamo al punto di partenza. Cosa hanno raccontato i ragazzi rispondendo al questionario di As? Naturalmente i risultati dell’inchiesta sono ancora all’inizio, ma le prime testimonianze, visionate in anteprima dal Secolo d’Italia, sono parecchio interessanti e significative. «Una prof», scrive Andrea da Brindisi, «ha esultato per la morte di Charlie Kirk e ha strappato una foto di Giorgia Meloni presente in aula». Mentre una supplente «mi ha chiamato fascio appeso». «Il professore di matematica», dice Gian Marco da Roma, «ci ha incitato ad andare a manifestare durante gli ultimi scioperi, uguale la professoressa di italiano». E Virginia da Bologna spiega di aver sentito alcuni docenti «inneggiare all’odio verso il nostro governo, facendoci svolgere dei compiti in classe in cui si doveva dare un’opinione politica, chiaramente favorendo le opinioni di sinistra (ho preso 4 e mezzo e ho scritto che non siamo noi a doverci adeguare agli immigrati sradicando le nostre tradizioni... coincidenze? Io non credo)».
C’è inoltre il capitolo Gaza. Alessandro da Forlì racconta «l’elogio delle proteste pro-Pal e della Flotilla come unico modo per aiutare i palestinesi». E Lorenzo da Trieste: «Durante questo autunno il mio professore di filosofia derise tutti gli studenti che non partecipavano a manifestazioni pro-Pal».
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Per mesi non ha risparmiato nessuno: giovani, meno giovani, anziani, addirittura bambini. È stato un bombardament...Infine, non vuoi accusare il governo Meloni di essere fascista? Certo che sì. Ecco allora la testimonianza di Davide da Bergamo: «Durante una lezione sul fascismo la professoressa ha affermato che il governo Meloni sta attuando un colpo di Stato bianco, rendendo l’Italia di nuovo fascista. Successivamente ha esclamato davanti a tutta la classe: “Quelli del Fronte della gioventù (riferendosi a me, militante di Azione studentesca e Gioventù nazionale) sono solamente dei deficienti ignoranti”». E poi Elia da Terni: «La professoressa di storia, parlando della seconda guerra mondiale, si riferisce al governo attuale come erede del Pnf».
In attesa delle altre testimonianze, le domande da farsi sono diverse: perché sarebbe un pericolo il fatto che dei ragazzi raccontino quello che succede nelle loro classi? Chi ha paura di queste testimonianze? È più grave che dei sedici-diciassettenni rispondano a un questionario di questo tipo o che alcuni professori (per fortuna una minoranza) approfittino della loro posizione per fare comizi contro un governo che (legittimamente) non apprezzano?
Davvero qualcuno pensa che sia una cosa seria citare l’Ovra e le schedature di antifascisti e omosessuali per screditare dei ragazzi impegnati a portare avanti le loro idee? Qualche risposta sarebbe bello averla dai progressisti con l’indignazione facile...




