"Andiamo con ordine. Oggi ho attraversato innanzitutto una Torino deserta perché in centro non si poteva accedere. Poi ho trovato una città piena di gente che applaudiva dai balconi a un corteo enorme, 50mila persone, in risposta alla militarizzazione voluta da un governo che progetta di cancellare tutti quei luoghi di alterità che esistono in Italia. Con Askatasuna negli anni spesso abbiamo discusso, non condividiamo le stesse pratiche. Ma è un luogo, come il Leoncavallo a Milano e Spin Time a Roma, che è parte di questa città e l’ha arricchita".
L'intervista di Marco Grimaldi a Repubblica non è passata inosservata. Il vicecapogruppo di Avs alla Camera si è speso in considerazioni oscene su quanto accaduto ieri a Torino, dove di fatto Askatasuna ha messo a ferro e fuoco la città. Sul poliziotto aggredito ha spiegato che quella scena "lo disgusta". Ma poi ha aggiunto: "Così si fa il gioco di chi vuole i decreti sicurezza e di chi descrive Torino come il centro dell’eversione italiana, mentre invece sta diventando un laboratorio di repressione come sanno bene i No Tav e come abbiamo visto con il caso Shahin. Vogliono prendersi lo scalpo di Torino per via militare, magari per giustificare una prossima Minneapolis anche in Italia".
Torino, agente preso a martellate? Avs-choc: il giorno dopo, le terrificanti parole di Grimaldi
C'è chi non conosce vergogna. Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra, per esempio, vicecapogruppo alla C...Non si è fatta attendere la replica di Fratelli d'Italia sui social: "Grimaldi, la 'repressione' di cui parli è uno sgombero legittimo di uno spazio occupato illegalmente. Rivendicare la tua presenza - e quella di Avs - accanto a una piazza così violenta ed eversiva è sconcertante. Vergognati e chiedi scusa".




