I cavi tranciati sulla linea ferroviaria dell’alta velocità, a Bologna, con la rete ferroviaria in tilt. Le fiamme in una cabina elettrica vicino ai binari, nei pressi della stazione di Pesaro, creando panico e disagi. E poi la manifestazione di Milano, ufficialmente contro le Olimpiadi in realtà contro il governo Meloni gli Stati Uniti e Israele, dove la Polizia ha fermato sei persone dopo alcune cariche di alleggerimento per impedire ai manifestanti di bloccare la tangenziale e fermare il lancio di sassi e petardi contro gli uomini in divisa. Messi in fila così gli episodi di sabotaggio e violenze di piazza possono anche sembrare i pezzi di un puzzle ancora da comporre, visto che le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono appena iniziate. Ma la sensazione che questi tasselli vadano inseriti in quadro più ampio, facendo prefigurare una regia del terrore, si va facendo sempre più forte, diventando certezza. La vetrina internazionale dei Giochi usata per mettere in difficoltà l’Italia e il governo in carica, costi quel che costi.
Perché il corteo dei violenti di Torino, quello per Askatasuna di sabato 31 gennaio, con il passare dei giorni appare sempre più come una prova generale del terrorismo di piazza. A Milano, ieri, i terroristi rossi vestiti di nero, come lugubri figure seminatrici di terrore (cercando il morto, a questo punto...) hanno tentato il bis attaccando frontalmente la polizia, ma solo la ferma risposta delle forze dell’ordine ha impedito il bis di Torino, nonostante il lancio di petardi ad altezza d’uomo e la sassaiola contro gli agenti schierati in assetto antisommossa.
Provvidenziale e particolarmente efficacie l’uso degli idranti. Insomma terroristi rossi contro lo Stato, a rovinare la festa olimpica. A far cornice ai violenti, coccolati nel corteo e coperti sino al momento degli scontri, l’intera galassia rossa e i soliti palestinesi, quelli di Hannoun per intenderci. In mezzo a loro anche gli esponenti milanesi del Pd, i consiglieri municipali Lorenzo Pacini e Alessandro Corti, dichiaratamente contro Israele. «Non esiste letteralmente nessun motivo valido per cui Israele possa partecipare a queste Olimpiadi», afferma Pacini, assessore del Municipio 1, in un post, mentre per Corti, consigliere del municipio 7, «i terroristi israeliani» devono essere «esclusi da ogni competizione sportiva internazionale». Dai vertici del Pd solo un silenzio assordante.
«A Milano ancora una volta abbiamo assistito alla solita vergognosa sceneggiata dei delinquenti dei centri sociali che trasformano ogni manifestazione in un pretesto per aggredire le nostre forze dell’ordine», tuona Silvia Sardone, vice segretario della Lega, «questi professionisti della violenza, spesso coccolati e giustificati dalla sinistra, hanno lanciato pietre, bottiglie, petardi, fuochi d’artificio addosso agli agenti. Sfruttano persino le Olimpiadi e la patetica polemica sugli agenti Ice per scendere in piazza e attaccare chi veste una divisa».
Duro anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: «Ancora una volta è necessario condannare in maniera decisa, senza “se” e senza “ma”, l’azione di questi delinquenti. Perché di delinquenti stiamo parlando. Attendo che lo stesso avvenga da tutto il panorama politico milanese, a partire da chi, ostinatamente, continua a sostenere questo tipo di manifestazioni». Per il sindacato di polizia Coisp serve la «tolleranza zero per gruppi eversivi», sostiene Domenico Pianese, «è indispensabile che il decreto sicurezza appena approvato dispieghi immediatamente i suoi effetti, a partire dalle sanzioni amministrative per chi non rispetta le prescrizioni dell’Autorità di pubblica sicurezza». Nella tarda serata alcuni manifestanti si sono radunati davanti alla Questura di Milano per chiedere il rilascio dei sei “compagni” fermati. Violenti senza ritegno...
Dalle piazze ai treni il salto è solo fisico, ma il pericolo è lo stesso, legato al filo rosso di questo nuovo terrorismo. Non a caso le Ferrovie dello Stato parlano apertamente di «sabotaggio», tesi confermata da Rfi che gestisce la rete ferroviaria italiana. E non è da meno il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. «Probabilmente è un atto di terrorismo, di interruzione sull’alta velocità da parte di anarchici e casinisti vari», spiega il leader della Lega, parlando a margine della discesa libera maschile a Bormio, «qua c’è l’Italia bella e là c’è l’Italia minoritaria che però fa danni». E in effetti la circolazione è stata rallentata per gran parte della mattina di ieri, con ritardi fino a due ore per Alta Velocità, Intercity e Regionali, questi ultimi in alcuni casi cancellati o limitati. I tecnici di Rfi, hanno accertato il danneggiamento doloso di alcuni cavi essenziali per i sistemi di circolazione e hanno immediatamente informato la Polfer. Conclusi i rilievi, il personale tecnico di Rete Ferroviaria Italiana ha operato senza interruzioni per il ripristino dell’infrastruttura, consentendo la riattivazione della circolazione. Episodi «preoccupanti», secondo il Mit, che «ricalcano gli atti di terrorismo verificatisi in Francia a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi».
E proprio per questa ragione c’è alza l’asticella della polemica politica. «Non sono compagni che sbagliano, ma sabotatori del più importante evento mondiale del 2026, le Olimpiadi Milano-Cortina», chiosa il sottosegretario di Stato, Alessandro Morelli.
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