Difficile che sull’Air Force presidenziale, Donald Trump possa caricarsi i poliziotti dell’Ice, ma è certo che se davvero il leader americano dovesse arrivare in Italia per i giochi olimpici, si aprirebbe un’altra pagina tosta per l’ordine pubblico tra Milano e Verona. La decisione sul blitz del Presidente USA si conoscerà venerdì, quando i campioni statunitensi dell’hockey su ghiaccio sapranno se disputeranno la finalissima. In quel caso, Trump intende vederla a Milano e poi trasferirsi nella città scaligera per la cerimonia di premiazione all’Arena, se tutto andrà bene. Già si possono immaginare i cori dell’estrema sinistra, a cui va il sangue agli occhi non appena sente nominare Donald. Già con la visita inaugurale dei Giochi furono necessarie 45 vetture per accompagnare il vicepresidente americano Vance, figurarsi che cosa bisognerà preparare per Trump. Ancora in forse il pernottamento in Italia e sarà eventualmente da organizzare un incontro con la premier italiana Giorgia Meloni. Ma per ora tutto è in stand by. Proteste e mobilitazioni non sono affatto escluse, visti gli incidenti che hanno finora caratterizzato i giochi, anche se non sono riusciti- i violenti - ad offuscare il valore delle medaglie, a partire da quelle azzurre.
Dalle notizie che giungono a tratti da vari uffici del Viminale, il ministro Piantedosi è già con la testa sull’evento. Il che è assolutamente logico visto che proteste e mobilitazioni stanno già impegnando dall’inizio i giochi invernali. E’ assolutamente probabile - ma anche i centri sociali vogliono certezze... - che si tenteranno cortei, sit-in e manifestazioni di piazza, specialmente nelle città principali collegate all’evento (Milano e Verona), organizzati da gruppi della sinistra più o meno estrema. A tal riguardo il solito Bonelli rinfocola il clima con la incredibile proposta di una nostra commissione d’inchiesta sui files di Epstein... Già è facile immaginare come i vari gruppi possano tentare di rendere visibili critiche dirette a Trump e alle sue politiche, con slogan, striscioni o discorsi nei pressi delle cerimonie e ci possano essere scontri simbolici (e non solo) con le autorità o la polizia, anche se tutte le varie manifestazioni sono state comunque inquadrate finora come pacifiche o con limitati momenti di tensione.
Per non parlare delle azioni improvvisate di protesta, che potrebbero stressare non poco il lavoro delle forze dell’ordine.
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Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha tenuto un discorso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, enfatizzando il ...In buona sostanza per la valutazione dei del rischi, andrà analizzato ogni possibile scenario e monitorato con un serio lavoro di intelligence il messaggio che partirà dai soliti covi della protesta contro tutto: folla esuberante, intrusioni improvvise, rischio di incidenti diplomatici o mediatici. Sarà molto importante, probabilmente decisiva, la pianificazione logistica: attrezzare le aree delimitate, preparare i corridoi di evacuazione, organizzare punti di controllo e postazioni fisse per le forze dell’ordine. Si lavorerà anche a un coordinamento interforze - polizia, carabinieri, vigili del fuoco, sicurezza privata e servizi di intelligence - che dovranno comunicare in tempo reale. In casi così importante, è sempre dedicata particolare attenzione alla gestione della folla, dove gli antagonisti potrebbero infiltrarsi: sarà necessario separare tifosi, giornalisti e ospiti, utilizzando barriere mobili e percorsi chiari per scongiurare assembramenti pericolosi. Appare evidente che per evitare al massimo il rischio di incidenti anche gravi occorrerà organizzare il tutto come se si fosse in presenza di un mini summit internazionale, con l’aggravante di avere pochissimo tempo per la preparazione dell’evento.
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Gli Epstein Files e la giustificazione sufficiente per la platea («Comparire lì dentro non vuol dire essere...Il che vale anche per i facinorosi intenzionati a sabotare l’evento olimpico. Anche loro avranno poche ore davanti e la fiducia degli uomini chiamati a gestire l’appuntamento poggia anzitutto nella difficoltà di organizzare “aiutini” dal resto d’Europa. Certo, come accaduto a Torino a fine gennaio potrebbero mobilitarsi i centri sociali che operano con i loro metodi nel resto della penisola, ma questi dovrebbero essere ben sorvegliati dalle forze dell’ordine. Intanto, è bene stare con gli occhi ben aperti per evitare che i malintenzionati possano sfuggire ai controlli. L’auspicio, ovviamente, è che il «benvenuto» con cui Salvini saluta l’ipotesi di visita di Trump in Italia si realizzi per quella che in fondo è la grande festa dello sport e non un luogo per schiamazzi e contestazioni. Lo stesso vicepremier ha detto che l’immagine dell’Italia ha avuto ricadute positive finora grazie a questi Giochi. Motivo in più per i gruppi estremistici per tentare di offuscarla. Salvo poi lamentarsi quando la premier Meloni reagisce dicendo che chi è contro le Olimpiadi «è contro l’Italia». Ma sono proprio gli stessi che non perdono occasione per eccitare gli animi e prepararsi ai soliti momenti di teppismo con i quali giocano la loro guerra alle istituzioni, financo attraverso lo sport. E i social fanno drammaticamente da cassa di risonanza perle loro orrende imprese.




