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Iran, il Pd si spacca pure sull'ayatollah: terremoto dem

di Alessandro Gonzatolunedì 2 marzo 2026
Iran, il Pd si spacca pure sull'ayatollah: terremoto dem

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La sinistra non può ripartire da Khamenei sia perché è finito all’inferno, da dov’era arrivato, sia perché il Pd si è spaccato persino sull’ex dittatore islamista. La segretaria Elly sostiene che siano «sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che vìolano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale». La dem Pina Picierno, la quale non è una terza fila ma tra i vicepresidenti dell’europarlamento, risponde – indirettamente – che «quando viene deposto un dittatore è sempre un giorno di festa per il mondo libero».

Poi aggiunge: «La libertà non è mai un dettaglio della storia, è la sua direzione naturale. L’Iran, dopo gli anni bui della Repubblica Islamica, dovrà tornare a essere la casa degli iraniani, non la prigione delle loro coscienze. Nel nome di Mahsa Amini», aggiunge Picierno, «delle bambine, delle ragazze e delle donne minacciate, torturate e assassinate da un regime criminale che ha calpestato ogni giorno i più elementari diritti umani. Nel nome di chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza, di tagliare una ciocca di capelli, di sfidare la paura. Viva l’Iran libero».

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Masha è stata trucidata perché aveva indossato l’hijab in modo non conforme ai dettami del regime. Torniamo alla Schlein: «Siamo tutti convinti», tiene a sottolineare, «che il regime teocratico iraniano non possa sviluppare un’arma nucleare» - ma dai! «ma il modo per impedirlo non sono i bombardamenti né la guerra, è la via negoziale e diplomatica». Quindi l’occidente avrebbe dovuto sedersi a un tavolo coi terroristi (sperando che sotto non fossero state piazzate delle bombe), magari all’ora dell’aperitivo, ovviamente analcolico per non indisporre il profeta.

Elly riceve subito il supporto di Provenzano detto Peppe, ex ministro per il Sud: «Qui è in gioco quale regola del mondo vogliamo darci. Noi abbiamo sempre condannato il regime putrido di Teheran che uccide i suoi figli. Siamo al fianco del popolo iraniano che lotta per la democrazia», evidenzia il Provenzano, «abbiamo chiesto all’Ue di inasprire le sanzioni per isolare gli ayatollah. Ma la strada» - attenzione «non sono gli attacchi unilaterali, in violazione del diritto internazionale».
Ci sarebbero poi i diritti delle migliaia di donne lapidate, alcune accusate di adulterio, altre di non portare il velo e altre ancora per qualsivoglia motivo; avevano qualche diritto anche gli omosessuali che invece sono finiti impiccati; i dissidenti politici sono finiti sottoterra. Sennonché Provenzano va avanti: «È questo il mondo del Board of peace? Al governo ricordiamo che ha giurato fedeltà alla Costituzione, che all’articolo 11 ripudia la guerra».

Non è la prima volta che la sinistra si divide su Khamenei. A metà gennaio il campo largo è andato di nuovo in brandelli. La deputata dem Lia Quartapelle si è scagliata contro la mozione presentata dai contiani: «È inaccettabile che i 5Stelle pongano condizioni sul sostegno ai manifestanti in Iran. Se questo è il modo di creare una posizione di politica estera non hanno il mio voto». Conte aveva risposto che la Quartapelle doveva chiarirsi con il Pd e non con lui.

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