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Giorgia Meloni decapitata, orrore rosso a Reggio Emilia: chi c'è dietro

lunedì 2 marzo 2026
Giorgia Meloni decapitata, orrore rosso a Reggio Emilia: chi c'è dietro

2' di lettura

Una sanguinolenta "carnevalata": Giorgia Meloni "condannata a morte". Il video choc, della durata di 5 secondi, arriva da Reggio Emilia, nel cuore dell'Emilia Romagna rossa, e risale allo scorso 28 febbraio anche se sta diventando virale sui social in queste ultime ore.

Nel filmato, realizzato durante il "Carnevale popolare" organizzato da associazioni autogestite locali, rigorosamente di sinistra, si vede un ragazzo agghindato come un boia, con felpa nera e passamontagna. In mano ha un'ascia di cartone ed è vicino a una finta ghigliottina. Sul patibolo, con la testa infilata nel pertugio pronta per l'esecuzione capitale, proprio la premier che viene decapitata. Il fatto che si tratti di un disegno poco o nulla toglie alla gravità della macabra "provocazione politica", soprattutto considerato l'odio e la violenza che si respirano in Italia in questi ultimi mesi.

Fratelli d'Italia ha deciso di condividere sui social il video, per mostrare a tutti a che livello è scesa la "politica" italiana: "Ecco come certi centri sociali promuovono valori come tolleranza e rispetto di cui tanto si vantano. Quello andato in scena a Reggio Emilia durante il carnevale è uno spettacolo degradante che non diverte nessuno. La loro violenza, seppur simbolica, è il segno di un vuoto politico e culturale che provano a riempire con l’odio. Vergognatevi e chiedete scusa".

La testa disegnata della Meloni rotola in una cesta, mentre intorno al buco fa bella mostra della vernice rossa, a mo' di sangue. Nessun dettaglio della decapitazione, insomma, è lasciato al caso. Il "popolo" che assiste alla messinscena alla fine esulta, come se fossimo ripiombati ai tempi della Rivoluzione francese o, mutatis mutandis, a Piazzale Loreto.

Fra le altre vittime del tribunale del popolo c'è anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la cui testa come sottolinea anche il Secolo d'Italia è ben visibile nella cesta. Non solo: la fantasia (malata) di chi ha allestito questo squallido teatrino spicca pure una sorta di "ruota della fortuna", in cui ogni spicchi reca il nome di un obiettivo da punire: Viktor Orban, Donald Trump, si intravedono pure Vladimir Putin (chissà, forse per par condicio...) ed Elon Musk.