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Guido Crosetto, lezione a Pd e M5s a Porta a Porta: "Non lo consento a nessuno"

mercoledì 18 marzo 2026
Guido Crosetto, lezione a Pd e M5s a Porta a Porta: "Non lo consento a nessuno"

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"Questa non è una guerra in cui ci saranno vincitori o vinti". È la premessa di Guido Crosetto ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta. Nella puntata in onda mercoledì 18 marzo su Rai 1, il ministro della Difesa ha ricordato che "parliamo di una guerra che si gioca in questo Stretto, lo Stretto di Hormuz, il cui controllo diventerà uno snodo dei destini del mondo nel prossimo futuro, il nostro compito è portare tutti gli attori in campo a ragionare, il tema è che bisogna far ragionare anche gli iraniani. Mi auguro che Paesi come l'India o la Cina si uniscano" alla richiesta di risolvere le controversie in sede Onu.

E ancora: "Domani al Consiglio europeo sarà presente Guterres, il segretario generale delle Nazioni Unite. Penso che il presidente Meloni e non solo il presidente Meloni porranno questo tema sul tavolo del Consiglio europeo a Guterres e mi auguro che anche altri paesi si uniscano in questa richiesta". Tornando invece a ciò che accade in Italia, Crosetto ha ribadito la sua sul referendum giustizia: "Io credo in questa Costituzione, ho giurato di servire questo Paese sulla Costituzione e lo sto facendo con onore da tre anni e mezzo e non consento a nessuno di dire che non credo in questa Costituzione".

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Anzi, "io penso che alla fine sia un referendum che rafforza il magistrato, lo rende più libero, gli consente di investire tutte le sue forze non per accreditarsi con qualcuno che può decidere sul suo destino, anche di carriera, ma dedicandosi al suo lavoro. Sono convinto che separare chi giudica da chi conduce l'accusa sia una garanzia per tutti gli imputati, ma sia una garanzia di un processo giusto, di avere un giudice terzo, che tratta allo stesso modo accusa e difesa, perché questo è quello che prevedono le Costituzioni e le democrazie e sono convinto che questa riforma costituzionale non abbia alcun cambiamento che tolga alcun potere di indagine, di giudizio a nessun magistrato. E non rende né più debole la magistratura, né più forte la politica. Perché la politica, semmai, si toglie un potere".

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