"Ecco il più grande esperto di referendum costituzionali...". Enrico Mentana si collega con l'esterno di Palazzo Madama: c'è Matteo Renzi, senatore e leader di Italia Viva, gongolante per la vittoria del No al referendum sulla giustizia. E il direttore del TgLa7, nel corso del suo speciale, infierisce sull'ex premier ricordando indirettamente a lui e ai telespettatori a casa quello che accadde nel dicembre del 2016.
Un altro referendum costituzionale, quello firmato da Maria Elena Boschi per la riforma del Senato, con l'allora capo del Partito democratico che promise: "Se vince il No, lascio la politica". Alla fine vinse davvero il No, con il 60% dei voti, e lui si "limitò" a dare le dimissioni da Palazzo Chigi, restando però nell'agone parlamentare.
"Questo è il modo di dare la linea", porge il microfono a Renzi, un po' imbarazzata, l'inviata storica Alessandra Sardoni. Matteo se la ride: "Mentana mi deve prendere per il... naso anche a distanza di 10 anni? Io lo ringrazio e affettuosamente lo saluto". "Prima deve chiarire come ha votato", lo incalza la Sardoni.
"Noi abbiamo fatto una cosa, abbiamo sempre detto che eravamo molto a favore della separazione della carriera e contrari a una legge scritta male, per cui in Parlamento ci siamo astenuti e poi abbiamo dato libertà di voto". Quindi coglie la palla al balzo per attaccare Giorgia Meloni: "Perdi di 10 punti e che fai, fischietti? Il punto fondamentale è politico. La figlia del popolo per 4 anni ci ha detto che aveva il consenso e oggi il consenso non ce l'ha. Prendetemi in giro quanto volete ma io ho lasciato Palazzo Chigi, la segreteria del Pd e non mi sono dimesso da Parlamentare solo perché non ero parlamentare".




