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Referendum, vince il "No": ecco i dati definitivi. Festa rossa senza freni in piazza

lunedì 23 marzo 2026
Referendum, vince il "No": ecco i dati definitivi. Festa rossa senza freni in piazza

12' di lettura

Referendum giustizia, il verdetto arriva già a metà pomeriggio: ha vinto il fronte del No con il 54% dei voti. La premier Giorgia Meloni ha parlato di "rammarico" ma ha promesso: "Il governo andrà avanti". Esultanza sfrenata dalle toghe dell'Anm, soddisfazione dalle opposizioni.

Per cosa si votava - Il quesito chiedeva di approvare o respingere la legge di revisione costituzionale (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025) che modifica articoli chiave (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110) per separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, istituire due CSM distinti (uno per giudicanti e uno per requirenti), introdurre il sorteggio per parte dei componenti dei CSM (riducendo il peso delle correnti) e creare un'Alta Corte disciplinare autonoma per giudicare i magistrati.

Segui la diretta dello spoglio su Liberoquotidiano.it

Ore 20.50 - Festa rossa in piazza 
La "chiamata" è arrivata con lo scrutinio ancora in corso ma dati che davano ormai per certa la vittoria del 'No'. Persone di tutte le età, moltissimi giovani, sono arrivati alla spicciolata fino a riempire piazza Barberini a Roma, raccogliendo l'invito del segretario della Cgil Maurizio Landini a festeggiare il successo del No al Referendum sulla giustizia. Un invito rivolto anche ai leader del campo progressista con cui Landini ha 'improvvisato' un comizio da un camioncino. Finito con un abbraccio tra la segretaria dem Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, immortalati dai fotografi. Il messaggio politico al governo di centrodestra è chiaro. "Noi continueremo ad essere testardamente unitari per mandare a casa questo governo", dice la segretaria Schlein. La piazza le risponde in coro: "unità, unità, unità". Poi annuncia: "stiamo per partire e andare in corteo a piazza del Popolo" dove si concluderà la 'festa' tra i fuochi d'artificio (non a Palazzo Chigi né davanti al Parlamento, transennate e presidiate dalle forze dell'ordine). E Conte: "Meloni lo senti questo grido? Non è stato uno sfratto esecutivo ma è un avviso di sfratto". Fratoianni mette in guardia: questa vittoria, afferma, è un "punto di partenza, non di arrivo. Perché sbagliare ora sarebbe imperdonabile". "C'è una destra arrogante che dice che continuerà sulla sua strada: dobbiamo essere uniti ancora di più per mandare a casa questa destra", è la strada indicata da Bonelli. Tra le bandiere della Cgil, dei partiti, della pace, della Palestina, il tricolore, i giovani, megafono alla mano, sotto la pioggia, si sgolano: "No! No! No!", "Dimissioni, dimissioni". "Angurie Sì, Meloni no". "Siamo tutti antifascisti". Dagli altoparlanti Vasco Rossi canta "c'è chi dice No". 

Ore 20.44 - Dati definitivi: No al 53,74%  
Quando mancano solo 5 sezioni allo scrutinio per il Referendum in tutte le 61.459 sezioni italiane, i No prevalgono con il 53,74% dei voti contro il 46,26% dei Sì, secondo i dati del portale Eligendo. Calcolando anche gli elettori all'estero, il dato complessivo vede vincere il No con il 53,39% sul Sì che è fermo al 46,61%. 

Ore 19.33 - Voto all'estero, in vantaggio il Sì  
Verso la conclusione dello scrutinio e quando sono stati conteggiati i voti relativi a 61.519 sezioni su 61.533 in Italia e 1.249 su 2.207 all'estero, il No vince con il 53,52% contro 46,47% del Sì (14.819.954 contro 12.867.840). Nel voto nazionale il No incassa 14.457.263 consensi contro i 12.444.507 del Sì. In particolare nel voto estero i sostenitori della riforma della Giustizia spingono il Sì in vantaggio al 53,88% contro il 46,12% del No (con 424.540 contro 363.420).

Ore 18.29 - Il No fa festa in piazza Barberini 
Bandiere, musica, striscioni, abbracci e sorrisi. I cento passi di Peppino Impastato dei Modena City Ramblers dalle casse e la pioggia improvvisa che fa scattare a qualche manifestante la battuta "è la nuvoletta della Meloni". In piazza Barberini a Roma si stanno radunando alcune migliaia di militanti, leader dei partiti di centrosinistra - da Angelo Bonelli a Nicola Fratoianni di Avs e poi Stefano Patuanelli del M5s - per prendere parte alla festa organizzata dalla Cgil per la vittoria del No al Referendum costituzionale sulla giustizia. Una manifestazione organizzata alla spicciolata, sull'onda del risultato elettorale. Una festa "per l'avvio di una nuova primavera", come la ha definita il segretario della Cgil Maurizio Landini. In piazza anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Un grande striscione con la scritta 'L'Italia che resiste ancora', come il verso della canzone di Francesco De Gregori campeggia al centro della piazza. Attorno giovani a scandire il coro "Ora e sempre resistenza" e poi "la Costituzione non si tocca".

Ore 17.53 - Il clamoroso dato da Napoli
Il No ottiene nella città di Napoli il 75,49% dei consensi, quando mancano i dati di sole due sezioni su 883. Per commentare il dato, registrato in una città governata da anni dal 'campo largo', il sindaco Gaetano Manfredi ha convocato un punto stampa che avrà inizio tra breve. 

Ore 17.48 - La sceneggiata di Landini
Dopo la conferenza stampa e prima di lasciare il centro congresso Frentani, nel quartiere San Lorenzo a Roma, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini si è spostato nell'auditorium del centro per un discorso finale, incontrare i presenti e festeggiare con loro stappando una bottiglia di prosecco e intonando 'Bella ciao'. Ora il numero uno del sindacato di Corso d'Italia raggiungerà piazza Barberini per continuare i festeggiamenti per l'esito della consultazione referendaria. 

Ore 17.41 - Il dato definitivo: affluenza al 58,93% 
Si attesta al 58,93% l'affluenza complessiva al referendum sulla giustizia a livello nazionale. Secondo quanto emerge dai dati diffusi dal Viminale attraverso la piattaforma Eligendo, a trainare la partecipazione è l'Emilia-Romagna, che registra il dato più alto con il 66,67%, seguita da Toscana (66,27%) e Umbria (65,06%). Affluenze elevate anche in Marche (63,77%), Lombardia (63,75%) e Veneto (63,47%). Sul versante opposto, la partecipazione più bassa si registra in Sicilia, dove si è recato alle urne il 46,13% degli aventi diritto. Seguono Calabria (48,38%) e Campania (50,38%), tutte al di sotto della media nazionale. Valori inferiori alla soglia del 55% anche per Basilicata (53,26%), Molise (54,03%), Trentino-Alto Adige (52,45%), Puglia (52,04%) e Sardegna (52,84%). Tra le altre regioni, si collocano sopra la media nazionale Friuli-Venezia Giulia (61,64%), Lazio (61,68%), Liguria (62,24%), Piemonte (62,61%) e Abruzzo (60,50%), mentre la Valle d'Aosta si attesta al 58,59%, in linea con il dato complessivo. La partecipazione al referendum è maggiore nelle regioni del Centro-Nord rispetto al Mezzogiorno. 

Ore 17.29 - Tajani, "avanti fino a scadenza" 
"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”. Lo afferma, in una nota, il segretario di FI e vicepremier Antonio Tajani. "Per l’attività di Governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’Esecutivo. Il voto sul Governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra", aggiunge.

Ore 17.09 - Nordio, "prendo atto della decisione del popolo sovrano"
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo e imparziale". Così il Ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia. "Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia". 

Ore 16.58 - Il No vince in 14 regioni 
Il No, secondo le stime Youtrend, vince in 14 regioni. Le 3 regioni in cui trionfa sicuramente il Sì sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d'Aosta l'esito è invece incerto al momento.  

Ore 16.36 - Meloni, "Occasione persa. Rammarico, ma andiamo avanti"
"Resta chiaramente il rammarico per una occasione persa di modernizzare l'Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo". Cosi' la premier Giorgia Meloni commenta in un video postato su X l'esito del referendum sulla riforma della Giustizia. 

Ore 16.21 - Carbone (Csm), "Ciaone alla Meloni" 
"E quest'anno il 'Ciaone' è per Giorgia". L'espressione è entrata nel lessico politico da quando - correva il 2016 e un altro Referendum, quello sulle trivelle - Ernesto Carbone ne fece un hashtag polemico con il fronte che aveva sostenuto una consultazione che raccolse, invece, una bassa affluenza. "Abbiamo vinto una battaglia che sembrava impossibile, ma abbiamo vinto", scrive allora su X l'ex deputato del Partito democratico ora componente 'laico' del Csm. 

Ore 16.13 - Youtrend: "Vince il No, distanza incolmabile"
Youtrend dà per certa la vittoria del No al referendum costituzionale della giustizia. Secondo quanto scrive su X l'Istituto, con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile: Sì al 45,6%, No al 54,4%. 

Ore 16.11 - Conte, "ce l'abbiamo fatta"
"Ce l'abbiamo fatta, viva la Costituzione": è il primo commento di Giuseppe Conte, leader del M5s. 

Ore 16.09 - Bignami, "Quando gli italiani si esprimono va accettato"
"L'affluenza elevata è sempre una buona notizia. Era un provvedimento nel programma elettorale e avevamo il dovere di portarlo avanti e abbiamo chiesto agli italiani di esprimersi. E quando si esprimono va accettato. Io speravo ovviamente in un risultato diverso". Lo ha affermato Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, parlando fuori da Montecitorio. Il risultato del referendum "non incide sulle sorti del governo, lo abbiamo sempre detto e lo diciamo ora".

Ore 16.05 - Zanon: "Ora ricomporre le macerie"
"C'è una certa spaccatura sul sentimento che si ha nei confronti della magistratura. Io credo che dal 24 marzo, cioè da domani, bisognerà cercare di rimettere insieme le eventuali macerie che questa campagna così aspra ha lasciato". Lo ha detto Nicolò Zanon, presidente del Comitato Sì Riforma, commentando l'esito del voto. Zanon ha sottolineato la necessità di una fase di ricomposizione istituzionale e civile, indicando anche un ruolo preciso per l'Associazione nazionale magistrati: "Non dimenticherei di sottolineare che si è costituita davvero come un soggetto politico a tutto tondo e forse da domani saranno proprio loro a dover dire qualcosa per ricostruire il rapporto di fiducia nei confronti di tutti i cittadini italiani, non soltanto di una parte". 

Ore 16.02 - Seconda proiezione Rai
Sì 46,1% ​No 53,9%

Ore 15.43 - Opinio Rai: No 53,1% e Sì 46,9% Copertura del campione del 12%
No al 53,1% e Sì al 46,9% con una copertura del campione del 12%. E' la prima proiezione del Consorzio Opinio per la Rai. 

Ore 15.39 -  Referendum, intention poll Tecnè Rete4, No cresce: 50-54%, Sì 46-50% Copertura 75 per cento del campione
Lieve crescita del No al Referendum costituzionale sulla giustizia nel secondo Intention poll di Tecnè (copertura 75 per cento del campione) diffuso nel corso dello speciale Quarta Repubblica su Rete4. Il No ora è quotato fra 50 e il 54 per cento, il Sì fra il 46 e il 50. 

Ore 15.33 - Bachelet: Italiani affezionati alla Costituzione
 
Giovanni Bachelet, Presidente del comitato "Società civile per il NO nel REFERENDUM costituzionale", commenta a caldo il primo exit pool reso pubblico e, dalla sede del Centro Congressi Frentani, a Roma dice: " Non commenterei le previsione, piuttosto, commenterei piuttosto l'alta adesione registrata al voto. Il Cittadini hanno voluto partecipare ed è riemersa l'isola degli astenuti poi, quale sarà il risultato di questa emersione, non lo sappiamo mai il fatto di avere fatto tornare la voglia di votare è un dato estremamente positivo". "Mi pare già un risultato notevole del Comitato Società Civile - spiega Bachelet - e di tutti gli altri che hanno fatto campagne per il voto in questi mesi. La nostra campagna ha avuto un peso importante perché avevamo una grande Comitato in cui c'erano tante associazioni, ovviamente anche gli altriCOmittai hanno svolto un ruolo importante e i partiti hanno anche loro dato un contributo". "Concluderei dicendo che evidentemente gli italiani sono più affezionati alla costituzione di quanto non lo siano partiti". 

Ore 15.36 - Intention poll Tecnè-Tgcom 24: avanti il no al 49-53%
Il primo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il sì al 47-51% e il no al 49-53%.

Ore 15.18 - Referendum: a metà dei seggi, l'affluenza è al 58,54%
L'affluenza al voto per il Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è il 58,54%. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al momento è relativo a oltre il 50% dei seggi. 

Ore.15.10 -  Referendum, Tajani segue lo spoglio da Montecitorio
In occasione dello spoglio del Referendum sulla giustizia, Forza Italia ha aperto la sala Colletti del palazzo dei gruppi parlamentari della Camera. E negli uffici del gruppo a Montecitorio sta seguendo lo spoglio il segretario nazionale Antonio Tajani. 

Ore 15.09 - Referendum, affluenza al 58,92%
L'affluenza alle urne per il referendum sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere in magistratura si attesta al 57,77 degli aventi diritto al voto. È quanto emerge dai dati diffusi dal Viminale attraverso la piattaforma Eligendo subito dopo la chiusura dei seggi elettorali. La rilevazione del Ministero dell'Interno si basa sulle comunicazioni pervenute da 3.655 seggi su un totale di 61.533 distribuiti sull'intero territorio nazionale.

Ore 15.00 - Ecco i primi exit poll
I primi dati sulla consultazione referendaria: il Sì sarebbe in una forchetta tra il 47 e il 51 per cento. Il No sarebbe in vantaggio con una forchetta tra il 49 e il 53 per cento. Le due forchette sarebbero sovrapponibili. 

Ore 14.23 - Landini seguirà i risultati in via Frentani
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aspetterà i risultati della consultazione referendaria presso il Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4 a Roma, quartiere San Lorenzo. Il numero uno del sindacato di Corso d'Italia dovrebbe arrivare a breve, mentre i giornalisti iniziano ad affollare la sala stampa allestita nel centro congressi, che oggi ospita il Comitato Società Civile per il No al Referendum costituzionale. Atteso anche Giovanni Bachelet, presidente del Comitato. Nella mattinata di ieri, Landini ha votato presso il seggio della scuola elementare di San Polo d'Enza, provincia di Reggio Emilia, suo comune di residenza. 

Ore 13.57 - Referendum: Giani, affluenza incredibile, orgoglioso dati Toscana
Quella al referendum "è un'incredibile affluenza", alle 15, quando saranno chiuse le urne, "vedremo dove si è indirizzata". E' quanto ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani a margine di un evento a Firenze, commentando i dati sulla partecipazione al voto referendario che ieri sera in Toscana aveva toccato il 52,49%. Ad ora, ha aggiunto "sono molto felice perché comunque io credo nel referendum, nelle varie forme in cui si esprime, e credo profondamente nella democrazia", che "per un esponente del Partito Democratico è l'essenza". Secondo il governatore "il fatto che si ritorni a votare" con una percentuale "probabilmente vicina al 60%", "significa che in questo caso i toscani, gli italiani hanno capito quanto fosse importante". Un dato inaspettato alla vigilia e quindi "assolutamente non interpretabile. Comunque sia, mi sento orgoglioso di vedere la Toscana, la mia città Firenze, in testa alle classifiche nazionali sulle persone che hanno votato. Siamo sempre, e lo diciamo oggi con il treno della memoria, una regione che sa dare alla democrazia il valido contributo delle idee e della partecipazione". 

Ore 13 10 - Catania, interviene la Gdf
Scatta una foto con il suo telefono cellulare mentre è al seggio elettorale della scuola Cavour di Catania ma viene scoperto e identificato dalla Guardia di finanza. La sua posizione sarà vagliata dalla Procura di Catania. 

Ore 12.10 - Referendum: Meloni ha votato a Roma
Giorgia Meloni, ha votato nel suo seggio a Roma, quello della Scuola Primaria Rosalba Carriera, in zona Spinaceto. Poco prima di entrare nel plesso, la premier ha salutato una elettrice appena uscita con una stretta di mano e lo scambio di qualche frase e ha salutato anche gli operatori dell'informazione presenti. All'uscita, rispondendo a una domanda sull'affluenza alle urne, ha risposto: "L'affluenza e' una buona notizia, in generale la democrazia e' una buona notizia". La premier, a quanto si apprende, si rechera' presto a Palazzo Chigi.