Che cosa sta succedendo? Non quello di cui si parla nei talk show. Lo scossone post referendum nel centrodestra non è il cuore della riflessione strategica. Dimissioni, cambi di guida nei gruppi, sono un fenomeno di superficie, sotto l’onda c’è altro. Ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che la Germania potrebbe «dover mantenere in funzione più a lungo le centrali a carbone esistenti». Merz è un politico di scuola realista, sa che la Germania deve «rivedere completamente la politica energetica».
Non possiamo fare a meno della santissima trinità degli idrocarburi (petrolio, gas e carbone) di fronte alla sfida dell’aquila americana, del dragone cinese, dell’orso russo e dei falchi delle monarchie del Golfo. Grandi produttori di gas e petrolio, giganti energivori della manifattura, campioni della Difesa e dell’Intelligenza Artificiale. Siamo coinvolti, avvolti e stravolti dall’ondata di cambiamento. E chi governa - a differenza dell’opposizione parolaia - deve dare una risposta alle famiglie e alle imprese. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato due provvedimenti importanti per le aziende, norme sull’iper-ammortamento e la tassazione dei dividendi, temi che riguardano gli investimenti e il risparmio. È la strada giusta. Come la decisione della maggioranza di allungare la vita delle centrali a carbone.
La sinistra verde strilla, ma le fonti di produzione ci servono tutte, per questioni di sicurezza e di prezzo, di approvvigionamento e di bolletta. Siamo al centro di uno shock geopolitico che procede a strappi, Giorgia Meloni nei vertici internazionali si misura con questa realtà. È un quadro che una parte importante dell’elettorato ignora, incantato dalle sinistre che, come il Pifferaio di Hamelin, conducono gli innocenti verso il burrone. Hanno vinto il referendum facendo leva su sentimenti distruttivi, bugie e pericolose illusioni, continuano a suonare la musichetta dell’autodistruzione. Il governo parli chiaro e sia pragmatico. Non è in gioco solo il prossimo governo, rischiamo l’uscita dell’Italia dall’Occidente.




